Il presidente di Gesenu Antonielli

di Daniele Bovi
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Sale la temperatura alla Gesenu, la società mista pubblico-privata che si occupa della raccolta dei rifiuti a Perugia e non solo. Martedì mattina infatti, secondo quanto comunicato in un volantino da Cgil e Uil che hanno proclamato lo stato di agitazione, nel corso di un incontro urgente in azienda il presidente, il il direttore generale e il dirigente alle relazioni industriali hanno spiegato che non ci sono i soldi per pagare il premio di risultato. Stando a quanto reso noto dai sindacati la motivazione addotta dall’azienda, partecipata al 45% dal Comune di Perugia e al 55% dal gruppo Sorain Cecchini, è la «mancanza di liquidità derivante dall’introduzione della Tares che fino a luglio non entrerà in vigore non consentendo i necessari incassi».

Rebus Tares In realtà la Tares potrebbe slittare molto più in là, fino al 2014 secondo le indiscrezioni che parlano di un pacchetto di decreti che il governo Monti si prepara ad approvare. Provvedimenti tra i quali ci sarebbe proprio lo slittamento dell’entrata in vigore della temuta nuova tassa sui rifiuti al prossimo anno. Cgil e Uil aggiungono di non aver ricevuto garanzie a proposito dei tempi di pagamento del premio di risultato, «giudicando assai grave ed irresponsabile tale atteggiamento». Problemi che portano Cgil e Uil a non ritenere «più credibile questo gruppo dirigente» e a proclamare quindi un giorno di sciopero con data ancora da decidere insieme ai lavoratori.

L’incontro La prossima data alla quale i sindacati ora guardano infatti è quella dell’8 aprile, quando in agenda è segnato un incontro con il cda di Gesenu, mentre il giorno dopo si terranno le assemblee dei lavoratori. Se l’8 non arriveranno certezze, «anche sul futuro dell’azienda», scatterà lo sciopero. Spostando lo sguardo a quanto succede a Roma, in merito alla Tares l’ipotesi potrebbe essere quella di un dilazionamento dei pagamenti a partire da gennaio. Comuni e mondo imprenditoriale chiedono clemenza, giudicando la tassa insostenibile.

Polillo: dobbiamo rifare i conti In un’intervista al quotidiano torinese La Stampa il sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo spiega che «non possiamo proprio permetterci di abolire la Tares. L’evoluzione della crisi ci ha preso un po’ di sorpresa poiché non è ancora finita. Quindi dobbiamo rifare i conti e vedere se abbiamo margini per graduarla o posticiparla. Escludo – aggiunge – che possiamo ridurla, ma graduarla nel tempo o scaglionarla è l’unico margine che abbiamo». «Il cambio di imposta – ammette -, calcolata sui metri quadri, porterà un aumento abbastanza consistente».

Comuni in difficoltà Sempre sul quotidiano torinese è il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli a spiegare bene qual è la situazione degli enti locali: «Sulla Tares – dice – la nostra posizione ufficiale è di differirla e rivedere le stime, ma per far questo il governo deve mettere mano ai conti e trovare copertura finanziaria per almeno un miliardo». «Nelle casse dei Comuni – aggiunge – non ci sono più risorse e i servizi sono a rischio. Ai Comuni è venuta meno la rata che normalmente arrivava dalla Tarsu e sono già in sofferenza con i pagamenti alle aziende che si occupano di igiene urbana. Se non incasseremo neanche la Tares, a luglio la situazione non potrà che peggiorare».

Rischio blocco differenziata Sempre a Roma martedì alle 17 i sindacati, e aziende del settore rifiuti e l’Anci si metteranno intorno a un tavolo proprio per analizzare la situazione di impasse. Impasse, come visto, generata dal posticipo del termine della riscossione della Tares. Il delegato Anci alle politiche energetiche Filippo Bernocchi parla di «iniziative importanti» che «dovranno creare il minor disagio possibile ai cittadini. Ne discuteremo nel pomeriggio ma si potrebbe andare verso il blocco della differenziata. Patto i stabilità, pagamenti verso la pubblica amministrazione e Tares sono le tre gambe con cui siamo stati massacrati dal governo». La tassa dovrebbe essere poi uno dei capitoli che la commissione di saggi, nominati da Giorgio Napolitano e che si occupa di tematiche sociali ed economiche, analizzerà mercoledì.

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