di Daniele Bovi
Un punto e mezzo percentuale, tanto quanto l’adeguamento all’inflazione, che si traduce in un costo complessivo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che passa da 39,6 a 40,8 milioni di euro. Questa la ‘bolletta’ che Gesenu ha presentato al Comune di Perugia attraverso il piano finanziario per il 2014 che, venerdì, sarà discusso a palazzo dei Priori dalla commissione Bilancio. Un aumento quindi per i perugini di circa 1,2 milioni di euro e in sintesi, fatti salvi alcuni lievi scostamenti per altri servizi, frutto dell’aumento del costo dello spazzamento delle strade (da 6,28 a 6,38 euro al metro quadro), di quello per la raccolta e trasporto dei rifiuti indifferenziati (da 765 a 776 euro al metro cubo) e, infine, di quello per il servizio più costoso, quello per la differenziata che passa da 5.471 a 5.553 euro per abitante all’anno.
PIANO INDUSTRIALE, L’INCONTRO CON I SINDACATI
Nuova isola ecologica E proprio parlando di differenziata i programmi di Gesenu per il 2014 prevedono, entro giugno, l’apertura oltre alle quattro già esistenti (Sant’Andrea delle Fratte, Collestrada, Ponte Felcino e Cenerente) della nuova isola ecologica in via della Pallotta, l’installazione (già conclusa) di 19 postazioni con nuovi cestini fissi per la raccolta in centro storico e l’estensione ad altre aree (come si fa ad esempio a Santa Lucia per il vetro) della raccolta monomateriale. Interventi ci saranno anche sul fronte dei rifiuti indifferenziati: nei piani dell’azienda c’è infatti l’intenzione di eliminare una serie di cassonetti in città e di ridurre la frequenza della raccolta. Questo anche perché si produce sempre meno indifferenziato, passato dalle oltre 43 mila tonnellate del 2012 alle 36.500 di un anno dopo. Tanto per dare un’idea, nel 2010 erano ben 70 mila.
DIFFERENZIATA: NEL 2013 MULTE PER 20 MILA EURO, I CASI
I numeri Le persone servite dalla raccolta differenziata nel 2013 sono 135 mila, cioè l’81% dei perugini che hanno prodotto in totale 104 mila tonnellate di immondizia (546 chili ogni abitante), quasi 5 mila in meno rispetto all’anno precedente. Trentacinquemila invece le tonnellate di rifiuti differenziati, con aumenti significativi per l’umido (+18%) e per il multimateriale (+8%). Tutti materiali che una volta riciclati e messi sul mercato hanno fruttato all’azienda un milione di euro grazie in special modo alla plastica (476 mila euro) e al cartone (275 mila).
Twitter @DanieleBovi
