Il gasdotto dovrebbe attraversare la dorsale appenninica

«Il Gasdotto Brindisi-Minerbio che dovrebbe attraversare la nostra dorsale appenninica, dalla Valnerina a Città di Castello, non apporta all’Umbria alcun beneficio in termini tariffari perché serve solo a portare gas dall’Algeria al Nord Europa, senza allacci alle utenze locali. E’ una gigantesca opera pubblica voluta dalla Snam per risparmiare rispetto ad altri percorsi, e se venisse realizzata creerebbe in Umbria seri problemi ambientali». L’ennesimo grido d’allarme contro l’opera pubblica, è stato lanciato in una conferenza stampa organizzata dal consigliere regionale Orfeo Goracci affiancato dal capogruppo di Prc nel Consiglio provinciale di Perugia Luca Baldelli.

Il gasdotto Goracci ha ripercorso la vicenda ricordando «l’abilità della società Snam nel tentare di far passare l’opera quasi sotto silenzio, spacchettando in più tratte l’intero progetto, per evitare una valutazione complessiva e d’insieme sull’intero gasdotto; sulla sua effettiva necessità in un momento di recessione e di eccesso di fonti energetiche disponibili sul mercato; sulla possibilità di individuare percorsi meno impattanti». Per l’Umbria, ha precisato Goracci, «l’enorme tubo da interrare, con una fascia di rispetto obbligatoria di 40 metri di larghezza su tutto il percorso, provocherebbe effetti negativi sul paesaggio, su molte sono zone Sic, sul turismo; ma anche rischi effettivi legati alla sismicità di tutto il territorio attraversato ed alla instabilità geologica di molti terreni coinvolti».

Momento propizio «Non si tratta – ha sottolineato Goracci – di mettere una bandierina sulla battaglia contro il metanodotto, ma di sfruttare come Regione ed istituzioni pubbliche coinvolte, un momento più propizio di quando il progetto fu annunciato per la prima volta. Da allora hanno cambiato idea in molti, a partire dalla Regione Abruzzo che, dopo il terremoto dell’Aquila, ha approvato una legge che evita l’impatto di rendi opere, proprio per evitare i danni da rischio sismico. Negli ultimi tempi poi – ha aggiunto – sono nati molti comitati cittadini contro il metanodotto ed alcuni comuni hanno preso posizione contro».

Appello al consiglio «Nel momento in cui le cose si complicano anche per la Snam, per effetto della crisi economica che ha ridotto i consumi a livello europeo, rispetto alle prospettive del 2004 quando fu ideato, non vorremmo – ha concluso Goracci facendo appello a tutti i colleghi – che il Consiglio regionale dell’Umbria soffrisse per le tematiche ambientali, come potrebbe dimostrare il rinvio all’11 dicembre della mozione su questo argomento, firmata da tutti i capigruppo di maggioranza, e che fra l’altro suggerisce un percorso alternativo a quello umbro indicato dalla Snam”.

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