Il taglio del nastro al Parking Bellocchio

di Daniele Bovi

«Questa rimane la battaglia principale, non ci possiamo arrendere e sono convinto che la possiamo vincere, con i muscoli e con la testa. Ma servono anche il coraggio e la determinazione dei cittadini che devono rimettersi in gioco». Le parole sono del sindaco Andrea Romizi che lunedì mattina insieme agli assessori Prisco e Casaioli, ai proprietari (Luca Pecetti della Generale Prefabbricati) e al nuovo gestore (la coop Isola), ha inaugurato il Parking Bellocchio, il parcheggio sotto il Superconti chiuso da luglio con un’ordinanza del sindaco, essendo diventato nel corso degli anni terra di nessuno e uno dei luoghi più degradati di Perugia in quella Fontivegge scossa dalle bottigliate e dalle coltellate che hanno lasciato, sabato sera, una pozza di sangue a pochi metri di distanza.

Qui c’era il Bronx «Questo – dice Lorenzo Cerboni, presidente della coop Isola che si occupa anche di altri parcheggi come quello del Bove, dell’Infernaccio e dell’Autosilo, che soffre a causa della poca clientela – era il Bronx; abbiamo sanato una situazione drammatica e ora speriamo che i cittadini vengano». Grazie ai lavori di risistemazione il parcheggio è stato dotato di 164 posti auto più una piccola zona per le moto, e sarà aperto dalle 7.30 alle 20, con una persona di guardia la mattina e una il pomeriggio. Nei restanti orari gli abbonati potranno entrare e uscire con un telecomando. Il costo orario è di un euro (i primi sessanta minuti sono gratis per i clienti del supermercato, poi scatta la tariffa normale) mentre per l’abbonamento mensile, che potrà essere sottoscritto direttamente alla cassa del parcheggio, serviranno 35 euro.

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Zona degradata Chi si è occupato dei lavori racconta delle molte incursioni notturne, anche durante il periodo di chiusura stabilito dall’ordinanza, in un’area che si spera guadagni qualche punto in più sul piano della vivibilità. «La battaglia – ha detto il sindaco durante la breve cerimonia – si vince insieme ai cittadini, ma nessuno ha la bacchetta magica e qui si pagano le scelte del passato. Per anni – bacchetta Romizi riferendosi a una consigliera dem – si sono disinteressati, non hanno detto niente e ora gufano sfregandosi le mani». Il sindaco ha parlato di Fontivegge come di una zona dove «le criticità sono serie ma limitate a un’area ristretta del quartiere. Il dialogo con prefettura e forze dell’ordine è quotidiano, e noi dobbiamo togliere ai delinquenti le tane dove si riparano con iniziative come questa e riempire i luoghi di contenuti sani restituendoli ai cittadini onesti».

Recuperare gli spazi Sopra la testa del sindaco ci sono spazi enormi da riempire, come quello dell’Ottagono e della palazzina Inail, desolatamente vuoti. Quanto a quest’ultimo Romizi ha detto che c’è la disponibilità di Inail e Ater affinché possa essere occupato da famiglie di rappresentanti delle forze dell’ordine e del ministero dell’Interno, mentre per quanto riguarda le palazzine di proprietà delle Fs a ridosso del minimetrò, l’idea è di dare gli spazi alla Croce rossa e alle forze dell’ordine. «Alcune iniziative – dice – partiranno a breve, mentre per altre servirà più tempo». Nei piani della giunta per l’area c’è anche il recupero dell’ex Upim, l’arrivo degli uffici Tia e la realizzazione di un coworking proprio lì dove sabato sera è scoppiata la sanguinosa rissa: «Quest’ultimo – dice – dovrà diventare un piccolo ‘cervello’ in un quartiere che non ha una sua identità». Da ultimo, il sindaco ha ricordato anche che è in corso il lavoro con il ministero per l’adesione al piano per le periferie degradate.

Twitter @DanieleBovi

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