di M.T.
La notizia del ritorno alla luce del fascio littorio all’interno del mercato coperto di Perugia arriva fino alla Commissione europea. Viene interrogata, infatti, per verificare il corretto, o meno, utilizzo dei fondi europei, per eseguire quel restauro con il quale sono stati valorizzati quei simboli del fascismo, precedentemente coperti dall’intonaco. L’iniziativa è stata avviata dal capodelegazione al Parlamento europeo Brando Benifei, insieme agli eurodeputati Pd Simona Bonafè e Massimiliano Smeriglio. La definiscono una «vicenda inquietante» è sottolineano: «Non si possono usare risorse europee per dare rilievo alla simbologia fascista».
Polemica La vicenda riprende visibilità nel bel mezzo di una polemica nazionale, ma anche europea su tentativi di ‘normalizzazione’ del fascismo «che invece resta un crimine e non una legittima opinione», hanno ancora spiegato gli europarlamentari Dem. Fanno riferimento ai fatti di Roma, all’assalto della Cgil, agli infiltrati nei movimenti no vax e no green pass, ma anche alla «commistione di alcuni europarlamentari con ambienti legati all’estrema destra italiana» di cui hanno dato conto alcune inchieste giornalistiche.
Bori Il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale, Tommaso Bori, esprime apprezzamento per l’iniziativa «che punta a fare chiarezza circa l’utilizzo di risorse per la cultura messe a disposizione dall’Europa». E’ «inaccettabile – continua – che quel simbolo riportato alla luce erroneamente, possa continuare a campeggiare sul mercato coperto del capoluogo umbro». Giudica poi «impensabile che l’amministrazione comunale di Perugia si ostini a difendere una scelta sbagliata e pericolosa che è un insulto alla memoria e ai principi democratici di questo Paese. Lo stesso tema lo porremo nella prossima seduta di Consiglio Regionale».
