Il primo bando 2026 della Fondazione Carit per il territorio è di due milioni di euro. Il consiglio di amministrazione ha dato il via libera nei giorni scorsi all’avviso denominato “Richieste generali di contributo”, introducendo importanti elementi di novità rispetto alle precedenti edizioni.
Bando da due milioni Il bando mette a disposizione uno stanziamento complessivo di 2 milioni di euro. Tra le principali novità, oltre all’incremento dell’importo dell’avviso, figura l’estensione dei tempi di presentazione delle domande: un bando aperto per oltre sette mesi, con scadenza fissata al 30 settembre 2026, anche se la valutazione delle domande avverrà con cadenza bimestrale, in relazione alle date di avvio dei progetti. Ciascun ente potrà presentare una sola proposta, fatta eccezione per i Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti. I progetti dovranno avere una durata massima di 12 mesi, con particolare attenzione alle spese ammissibili, alle quali è dedicato un nuovo paragrafo. I progetti potranno essere presentati nei sei settori di intervento della Fondazione, con la seguente ripartizione delle risorse:

Chi può fare domanda Potranno presentare domanda, come da regolamento per l’attività istituzionale, enti del terzo settore, enti privati senza scopo di lucro, enti pubblici ed enti religiosi civilmente riconosciuti, operanti nei settori di intervento della Fondazione e costituiti da almeno tre anni alla data di pubblicazione del bando. Il presidente della Fondazione, Emiliano Strinati, esprime grande soddisfazione per questa innovazione apportata al bando più importante della fondazione, sottolineando come la decisione di
destinare maggiori risorse risponda al costante aumento delle esigenze espresse dal territorio. «L’opportunità di disporre inoltre di sette mesi di tempo per la presentazione dei progetti- prosegue Strinati- consentirà agli stakeholders di accedere al bando in un periodo dell’anno molto più ampio e alla Fondazione di rispondere in modo più flessibile e capillare ai bisogni della collettività. In aggiunta, la programmazione annuale di tutti bandi consentirà ai soggetti partecipanti di avere una pluralità di possibilità su cui poter basare le attività in campo sanitario, culturale, educativo, nello sviluppo locale e nel volontariato, da realizzare in partenariato o cofinanziamento, eliminando quindi le richieste libere».
