Foligno ricorda il partigiano Francesco Innamorati, ucciso alle porte della città il 4 gennaio 1944 dai nazisti. Domenica sotto una pioggia battente, una dozzina di persone hanno voluto commemorare il tipografo diventato segretario della Camera del lavoro negli anni Venti del Novecento. Davanti al cimitero monumentale di Foligno è stato Angelo Scatena, responsabile territoriale della Cgil, a ricordare Innamorati «militante socialista, che aderì al Pci dopo il congresso di Livorno, sempre al fianco dei più deboli, organizzando il movimento dei lavoratori di Foligno e dintorni». In una nota della Cgil viene ricordato come durante il fascismo Innamorati sia stato «arrestato più volte per la sua attività di opposizione al regime, venendo poi confinato a Ventotene insieme ad Altiero Spinelli». La sua, come quella di molti altri nemici del fascismo, è una storia fatta di arresti e fughe, lavorio oltre confine e poi resistenza: «Dopo l’8 settembre del 1943 Innamorati fu rilasciato e partecipò alla Resistenza nella montagna di Foligno alla guida delle Brigate Garibaldi, ma il 4 gennaio 1944, mentre cercava di rientrare nella sua città, fu ucciso da un camion di nazisti».

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