«Disposti a fare altri sacrifici solo di fronte a una riorganizzazione credibile dei servizi e di conseguenza preoccupa la mancata presentazione del piano industriale». Questo il messaggio uscito dall’assemblea della trentina di lavoratori della Fils, la società controllata del Comune di Foligno in liquidazione che continua a far discutere le forze politiche soprattutto per l’ipotesi di ricapitalizzazione.
Sindacati: «Aspettiamo il piano industriale» In particolare i rappresentanti sindacali di Fp-Cgil, Fp-Cisl e Uil-Fpl «chiedono un cambio di passo radicale perché – scrivono in una nota – operai e impiegati hanno dimostrato la massima flessibilità, ben oltre le previsioni di legge e contrattuali, pur di dare il proprio contributo al salvataggio della Fils». Da qui la richiesta: «I lavoratori sono disponibili a fare sacrifici solo nel caso in cui si adotti una riorganizzazione dei servizi credibile e siano chiare le responsabilità soggettive ed oggettive nella nuova organizzazione. Preoccupa al riguardo che ad oggi – vanno avanti – non sia ancora stato presentato al sindacato il piano industriale, dal quale possa desumersi quali interventi organizzativi radicali proprietà e società intendano porre in essere per mettere in condizione tutti di svolgere le attività nel modo più produttivo possibile». E poi: «All’unanimità l’assemblea ha chiesto di applicare integralmente il contratto di lavoro degli enti locali» e non quello per le multiservizi pubbliche.
Botta e risposta tra Filipponi e il sindaco In questo senso è intervenuta anche la consigliera d’opposizione, Stefania Filipponi: «La modifica del contratto di lavoro è un ricatto per gli operai ai quali viene chiesto di accettare la novità altrimenti tutti a casa. L’amministrazione comunale, infatti, impone sacrifici ai dipendenti sostenendo che con la riduzione del costo del lavoro si può rimettere in bonis la società e, quindi, richiedere al consiglio comunale di ricapitalizzare la società, impegnando oltre un milione di euro ovviamente a carico dei folignati. Ma una giunta che calpesta i diritti dei lavoratori per tutelare le rendite di posizione del management può definirsi di centrosinistra?». A replicare il sindaco Nando Mismetti: « Filipponi dopo aver per anni puntato il dito contro i lavoratori della società ora vuole passare come chi tutela i loro diritti. Non si sa da quanti anni ha dipinto i lavoratori della Fils nel peggior modo possibile e un giorno sì e l’altro pure ha chiesto il fallimento della partecipata, disinteressandosi ampiamente di una trentina di famiglie e adesso vorrebbe far credere di essere la paladina del loro futuro».
