Consiglio comunale (foto archivio Preziotti)

Manca il numero legale e salta il consiglio comunale di Foligno. Avrebbe dovuto approvare i regolamenti di Tasi, Imu, Tari e addizionale Irpef la massima assemblea cittadina che martedì pomeriggio si è riunita facendo registrare, in un primo momento, il numero legale.

Salta il consiglio comunale su Imu e Tari I lavori si sono quindi aperti anche se non è sfuggita l’assenza dei tre consiglieri di maggioranza dissidenti Lorenzo Schiarea (MpF), Moreno Finamonti (Pd) e Roberto Ciancaleoni (Socialisti). A quel punto alcuni consiglieri dei gruppi di minoranza hanno abbandonato l’aula, innescando la verifica del numero legale a seguito della quale la segreteria non ha potuto far altro che constatare la mancanza del numero legale. E’ quindi scattata una pausa per i lavori che si è protratta per un quarto d’ora, esaurito il quale la seduta del consiglio comunale è stata sciolta.

Mismetti Infuriato il sindaco Nando Mismetti: «In un consiglio chiamato ad affrontare tematiche importanti, come regolamenti e tariffe, si è confermato il comportamento, già avvenuto nelle scorse settimane, da parte di due consiglieri di due gruppi di maggioranza e di un consigliere del Pd: se non ci saranno le condizioni per governare serenamente ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità. Non c’è nessun mercato in atto, si governa con spirito di servizio nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori. Se poi viene meno questo mandato, ognuno si assume le responsabilità politiche e individuali di questo atteggiamento».

Piccolotti (Sel) Sul caso è intervenuto il consigliere comunale Elisabetta Piccolotti (Sel): «Era già chiaro a molti, ma l’assenza del numero legale al consiglio comunale di oggi l’ha reso palese: la maggioranza di Nando Mismetti è in piena crisi. Continuano a mancare i numeri, come è accaduto anche altre volte recentemente e negli anni passati, e oggi sono mancati per discutere un atto fondamentale come il bilancio. Le ragioni di questa continua fibrillazione sono avvolte in una nube di confusione. Segno che non sono ragioni attinenti alle questioni che interessano la città, ma piuttosto che è in corso un tira e molla che riguarda cariche e intrighi politici di cui i cittadini non vengono messi a conoscenza. E’ venuto il tempo di mettere la parola fine a questa triste condizione in cui versa l’amministrazione della città: il Sindaco e i suoi consiglieri dovrebbero prendere atto che non sono in grado di governare con serietà. Il consiglio comunale non è un mercato, ed è accaduto già troppe volte che – a turno – diversi pezzi della maggioranza lo usassero per un mercato politico che non produce nessun passo avanti per la qualità della vita dei folignati.»

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