Foligno dice no al gioco d'azzardo, arriva #Slotmob

Si chiama Foligno dice no al gioco d’azzardo l’evento organizzato il 16 ottobre a Foligno (palazzo Trinci, alle 17), da una rete di associazioni del territorio con il patrocinio del Comune e coordinato da Lucia Coco, consultore del sindaco per la promozione della salute, del benessere e della qualità della vita.

GRAFICO INTERATTIVO SUL GIOCO IN UMBRIA TRA 2011-2013

Gioco d’azzardo e costi sociali L’iniziativa parte dalla considerazione che il business del gioco è grandissimo, solo in Umbria negli ultimi tre anni sono stati giocati 3 milioni al giorno, ma i costi sociali legati a questo business sono enormi. Oltre 800 mila persone in Italia sono a rischio dipendenza, con famiglie piegate dai troppi debiti di gioco, senza contare le infiltrazioni mafiose che riciclano denaro attraverso le sale slot e i casi di usura sempre più in aumento.

LUDOPATIA, IL DDL DELLA REGIONE

Associazioni di Foligno fanno quadrato Dopo aver toccato oltre 60 città italiane e aver coinvolto più di 115 realtà tra associazioni e sostenitori, Slotmob arriva a Foligno coinvolgendo Agesci, Azione cattolica, Libera, associazione Genitori, Caritas diocesana, La locomotiva, Protemus, Zoe, Comunità di Sant’Egidio, Centro studi città di Foligno, Y4UW, Casa dei popoli. Slotmob è un gruppo di cittadini mobilitati per il buon gioco contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo.

BAR SENZA SLOT A PERUGIA, LA MAPPATURA DI ‘LIBERA’

#Slotmob e proiezione del video All in di Libera Il programma prevede l’intervento delle associazioni che hanno lavorato alla realizzazione dell’evento creando una rete in un processo di cittadinanza attiva. Seguiranno i saluti del sindaco di Foligno, Nando Mismetti, e la relazione del prof Luigino Bruni, docente di economia alla Lumsa sul tema Lo slot capitalismo: come liberarci e ideatore di Slotmob. Seguirà la proiezione del filmato di Libera Foligno All In. Poi lo Slotmob andrà per le vie della città fino ad arrivare a consumare insieme un aperitivo in un bar “virtuoso” che non ha voluto installare al suo interno le slot preferendo attività alternative.

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