Spari, petardi e bombe carta verso la sua persona, la sua vettura, minacce di morte, intimidazioni. Ha subito tutto questo e vive sotto scorta il prete originario della Puglia che nei quartieri della periferia capitolina fa di tutto per combattere lo spaccio e soprattutto difendere i più giovani dal tunnel della droga. Lunedì mattina è stato a Terni, nella cattedrale della città di San valentino, tra i giovani concittadini di Flavio e Gianluca, i ragazzini morti nella stessa notte dopo aver assunto metadone. Un’iniziativa, #iodicono, rivolta agli studenti delle scuole superiori che in questo caso ha visto coinvolte le classi del liceo Classico-Artistico. Un’iniziativa targata Asd Generali futsal Ternana, in collaborazione con la Diocesi ternana, alla presenza di numerose autorità politiche, civili e religiose. A rappresentare l’associazione sportiva di calcio a 5 che conta 150 iscritti e garantisce una valida, sociale e salutare alternativa al ‘tempo perso’ di tanti giovani, ci ha pensato l’avvocato Lorenzo Filippetti. Accanto a lui la preside del liceo coinvolto Roberta Bambini e il vescovo Francesco Antonio Soddu che hanno chiesto ai ragazzi presenti in duomo di fare tesoro dell’incontro e ricordare come la vita sia un grande dono.
Iniziativa Generali futsal Ternana Don Antonio Coluccia si è presentato all’appuntamento con un megafono e un pallone e ha dato prova di come, pur essendo sotto mira dai clan che gestiscono il traffico della droga ai bordi di Roma, sfidi gli spacciatori e capi-banda con le preghiere, le prediche, la musica di Fabrizio Moro, portando lo sport, il dialogo, la riflessione, il senso civico, quello del diritto e del dovere tra i giovani come alternativa al degrado, al senso di abbandono, alla povertà culturale e materiale. «Arrivo lì mezzo e trovo quartieri controllati da criminali, vengo pesantemente insultato perché cerco di riportare la luce nelle zone più buie predicando la legalità e il vangelo. Ma chi è il vero infame di questa storia?». Ha girato attorno a questa riflessione e al ricordo di Flavio e Gianluca la mattinata in duomo. Non la prima dedicata alle scolaresche e a certi argomenti. Attraverso la diocesi a Terni anche Gianpietro Ghidini aveva portato una testimonianza forte, la morte del figlio per droga. E dopo il progetto Eskere promosso dall’associazione Interalma a Terni è anche il Comune a farsi promotore di iniziative di sensibilizzazione nella speranza che spaccio e consumo spariscano prima o poi definitivamente.
