Palazzo Cesi ad Acquasparta

di M.C.

Una petizione popolare arrivata sui banchi del consiglio regionale e della seconda commissione consiliare permanente di palazzo Cesaroni. E’ il paesino di Firenzuola a rivoltarsi: interventi pubblici che mancano da anni, condizioni igieniche sempre peggiori nel corso degli anni, turismo che non c’è più e fuggi fuggi generale da parte dei residenti che non vogliono più abitare in quello che in teoria sarebbe un gioiellino storico e architettonico della valle spoletina. Nel mirino dei contestatori il comune di Acquasparta, sotto cui ricade la giurisdizione di Firenzuola.

La protesta «Siamo stati completamente abbandonati dalle istituzioni – si legge nella petizione presentata in Regione sottoscritta dai residenti del paese – che negli ultimi anni non hanno mai portato avanti interventi pubblici per lavori di manutenzione o sistemazione. Oggi la situazione è grave e gli unici lavori che sono stati effettuati sono quelli di privati. Ma non bastano. Anche perché c’è un protocollo, firmato proprio dal Comune di Acquasparta, in cui si dichiara che il centro storico di Firenzuola deve essere considerato della stessa rilevanza storica e architettonica di quello di Acquasparta. Ma ad oggi non è così».

Situazione grave La situazione, secondo gli abitanti, è critica, sia per quello che riguarda le strutture, molte delle quali ormai cadenti, sia per l’igiene delle zone pubbliche. Nella petizione si chiede il rifacimento e la pavimentazione della piazza, intitolandola a Pietro di Santuccio di Scagna (scultore locale famoso per aver realizzato la facciata della chiesa di San Fortunato a Todi), il rifacimento della strada comunale, la ristrutturazione della fontana pubblica, la realizzazione di un parcheggio, maggiore attenzione alla pulizia degli spazi di competenza comunale e la ristrutturazione del forno pubblico.

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