di G.O.
Dopo la conclusione della 16esima edizione del Festival del giornalismo, ripartono i preparativi per l’appuntamento 2023. Il bilancio per i fondatori Arianna Ciccone e Christopher Potter è quello di un «successo oltre le aspettative». Per il prossimo anno sono già state annunciate delle novità.
Il pubblico Dopo due anni di stop l’evento sui media più importante in Europa ha ripreso il via, grazie al supporto di una community internazionale che ha preso parte al festival. Oltre alle duecento persone che hanno lavorato dietro le quinte dell’evento, la cinque giorni perugina ha contato oltre 350 mila presenze online da tutto il mondo e un numero di impression social superiore ai 4 milioni. Si è registrato il tutto esaurito nei panel più tecnici come quelli dedicati alla biometria, all’intelligenza artificiale, ai podcast e al metaverso, seguitissimi anche gli interventi che hanno trattato dei temi principali dei nostri tempi: crisi climatiche, guerre, pandemie, discriminazioni.
Gli ospiti Perugia ha ospitato oltre 600 speaker durante le giornate del festival, l’80 per cento dei quali provenienti dall’estero, e per tutta la durata dell’evento «Perugia ha parlato le lingue del mondo», come dice Arianna Ciccone. Sono circa 60 le nazionalità degli ospiti che hanno preso parte all’edizione 2022 della rassegna, nonostante i limiti legati alla pandemia, che preoccupava non poco i due fondatori. Durante i giorni di incontri, infatti, è stato messo in piedi negli spazi dei Giardini Carducci un laboratorio di tamponi rapidi, per consentire l’accesso ai test agli ospiti del festival e non solo. Nonostante i timori, durante i cinque giorni si è respirata «un’atmosfera di gioia, alcuni ospiti, come Saviano e Mastandrea, non se ne volevano andare. Si crea un enorme affetto tra chi partecipa nel pubblico e gli speaker», spiega Ciccone. Il festival è anche l’occasione per alcuni perugini trasferitisi fuori città di fare ritorno nel capoluogo, portando con sé «colleghi, amici e le famiglie che hanno formato altrove, ed è bellissimo», come ricorda il sindaco di Perugia Andrea Romizi.
Le location La grande sorpresa di questa edizione del festival è stato l’auditorium di San Francesco al prato, che ha ospitato alcuni dei principali eventi in programma e che, secondo il pubblico di Twitter, è stata la vera «ciliegina sulla torta» di quest’anno. L’auditorium è anche il protagonista della foto promozionale della 17esima edizione, che si terrà dal 19 al 23 aprile 2023, ritratto in uno scatto in cui ospita lo staff e il pubblico di Propaganda live. L’appuntamento successivo del festival vedrà anche il debutto, tra le location, di alcuni contenitori della cultura perugina che da tempo erano chiusi al pubblico, primo tra tutti il Teatro Pavone. Come ha annunciato Romizi, si sta finalizzando l’intervento di restauro del teatro, un intervento «radicale e sostanzioso, che ne ha interessato tutte le componenti a partire dalla copertura». La location sarà riconsegnata alla città entro il prossimo festival, secondo il primo cittadino, che ne dà notizia in diretta alla stampa e ai fondatori dell’evento. Anche il cinema teatro Turreno e il Mercato coperto sono in fase di recupero dopo decenni di attesa da parte dei cittadini, a cui la giunta spera di poter riconsegnare gli spazi «il prima possibile e al meglio».
Le anticipazioni Oltre alle date e ai nuovi luoghi annunciati per l’appuntamento 2023 della rassegna, i due fondatori Ciccone e Potter parlano di una «spinta propulsiva» che guiderà la programmazione per il prossimo anno, «per questo investiremo di più anche nell’innovazione tecnologica». La 16esima edizione del festival non si è potuta concludere come previsto, con il panel Cammina, guerriera, cammina che avrebbe visto ospiti Cecilia Strada, attivista impegnata con la missione umanitaria di ResQ, e Francesca Mannocchi, pluripremiata giornalista autrice di importanti inchieste sul traffico di esseri umani. L’appuntamento è stato quindi rimandato alla prossima annualità, con la consapevolezza che «il loro impegno e la loro testimonianza di un percorso che attraversa insieme la gioia e il dolore “purtroppo” saranno ancora attuali e necessarie nei mesi a venire».
