Il parco della Passeggiata

di Fabio Toni

Evidentemente la querela nei confronti del consigliere di Confimpresa Francesco Bartoli non è stato l’unico passo compiuto dai legali del Pd ternano dopo la ridda di attacchi rivolti alla festa all’interno della Passeggiata. Anche la direzione dei beni culturali della Diocesi, che aveva invocato la revoca delle autorizzazioni per l’evento in seguito ai danni subiti da alcuni beni sottoposti a vincolo, è stata ‘invitata’ dall’avvocato Emidio Gubbiotti, per conto del Pd, a ‘chiarire il contenuto’ di alcune dichiarazioni e ad ‘ad indicare le eventuali responsabilità del partito in relazione ai danneggiamenti riscontrati’.

«Danni reali» Davanti al passo formale dell’avvocato incaricato dai Democratici, il direttore dell’ufficio diocesano, don Claudio Bosi, precisa e rilancia: «La difesa del patrimonio architettonico è prerogativa dello Stato, degli enti locali e, in questo caso, della stessa Chiesa cattolica – afferma il direttore in una nota -. Le devastazioni non sono ‘presunte’, ma reali. Sono avvenute lo scorso anno nel periodo di maggiore richiamo all’interno del parco». Aspetti che la diocesi aveva già evidenziato nelle lettere inviate a giugno a ad inizio agosto agli organi competenti: «I servizi di controllo predisposti non si sono rivelati sufficienti». Da qui l’invito, perentorio, ad «evitare incongrue pressioni antropiche sul parco, sulle sue strutture e sui preziosi beni, inclusa l’adiacente cattedrale».

Controlli Tutti gli inviti a ‘fare attenzione’ di questi giorni, messi in fila uno dietro l’altro, fanno somigliare la prossima festa a una sorta di partita a scacchi, in cui nessuno potrà permettersi di sbagliare una mossa. «Per prevenire i danni, a volte irreversibili e la cui responsabilità penale rimane personale – si legge nella nota dell’ufficio diocesano -, invitiamo sistematicamente alla massima vigilanza non solo i soggetti tradizionalmente incaricati dalla soprintendenza, ma anche eventuali organizzatori di eventi e semplici cittadini».

Botta e risposta Dopo la lettera del direttore dell’ufficio diocesano, arriva la replica del segretario comunale del Pd Andrea Delli Guanti: «Il nostro obiettivo non è persecutorio – spiega -. Chiediamo solo chiarezza. La richiesta del nostro legale è stata avanzata per capire se, in relazione ai presunti danni, vengono imputate responsabilità dirette o indirette ai dirigenti del partito e all’organizzazione della festa. Altrimenti non si capisce tutto questo accanimento, visto che il passaggio pedonale a cui si fa riferimento viene tenuto aperto durante tutto l’arco dell’anno e non figura neppure fra i passaggi di sicurezza della stessa festa».

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