«Pool di avvocati pronto a procedere legalmente per ottenere il ripristino della fermata del Frecciabianca a Spoleto». Questa l’iniziativa annunciata dall’associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori (Adoc), guidata in Umbria dal presidente Angelo Garofalo che, attraverso una nota stampa, ha annunciato una battaglia legale per tentare di assicurare alla città del Festival il collegamento ferroviario veloce.
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Fermata del Frecciabianca a Spoleto In attesa dell’azione legale, l’Adoc nei giorni scorsi ha scritto ai vertici di Trenitalia, in particolare al presidente del Consiglio di amministrazione e all’amministratore delegato, ossia Gioia Ghezzi e Renato Mazzoncini, «chiedendo l’immediato ripristino della fermata e richiamando sia gli obblighi verso una città patrimonio mondiale Unesco sia la richiesta di centinaia di cittadini che hanno attivato una raccolta firme con oltre 1.500 sottoscrizioni». Non solo. L’associazione dei consumatori bussa, però, anche alla porta della Regione a cui chiede «di organizzare un incontro con tutte le parti interessate, dal Comune di Spoleto ai sindaci della Valnerina, dalle associazioni di categoria alle parti sociali, al fine di rivedere la carta dei servizi allo scopo sia per rafforzare il servizio offerto ai cittadini che per la valorizzazione il patrimonio artistico e monumentale».
Adoc pronta a battaglia legale E infatti secondo Garofalo «Spoleto non viene assolutamente considerata da Trenitalia che di fatto la isola dal resto d’Italia e quindi dell’Europa non ripristinando la fermata del Frecciabianca e rendendo quasi impossibile da raggiungere se non a prezzo di tanta pazienza e disponibilità al disabio. Don Matteo – scrive il presidente dell’Adoc – ha indubbiamento contribuito al rilancio dell’immagine di Spoleto, ma senza un adeguato piano per rendere più efficace ed efficiente il sistema ferroviaria, la città appare destinata all’isolamento, malgrado gli oltre 60 milioni spese dallo Stato e dagli enti locali per dotarla di impianti di mobilità alternativa».
