Giunta Ferdinandi Perugia

Il tema della sicurezza si fa centrale nella conferenza di fine anno della  giunta Ferdinandi a Perugia, sollecitato dal tema Fontivegge e dalla decisione della sindaca di non dotare del taser gli operatori della sicurezza. «A parte che prevederne due di tesser non risolve nulla ha esordito Ferdinandi – ce ne vorrebbero 50 o 113, ma la sostanza è che abbiamo detto no. Come indicato da Amnesty e non solo, può essere un’arma letale se utilizzata contro persone con lo stato di salute compromesso dall’uso di alcol e droghe. Vanno tutelati gli operatori della sicurezza ma anche gli autori di delitti. Per cui siamo a lavoro per individuare dotazioni differenti che tutelino entrambi i soggetti. Su Fontivegge i perugini devono sapere – ha aggiunto – che quel quartiere ha caratteristiche che favoriscono certe presenze. Che attualmente le risorse impiegate per il contrasto sono le stesse di prima. Non avendo un carattere commerciale forte, questo quartiere è composto da uffici diurni, il presidio sociale, quindi, manca di notte. La presenza di cunicoli e un design in quel modo è l’ulteriore porta aperta alla criminalità. Qui stiamo studiando un modello di commercio e di presenza di associazioni a cui daremo spazi in comodato gratuito per diversi mesi».

Tra i vari temi il Brt: «Nell’ottica della continuità l’abbiamo dovuto accettare e perfezionare per evitare danni peggiori all’ente. La voracità e bulimia progettuale dalla precedente amministrazione senza fare i conti con le risorse umane realmente impiegabili è stato l’ennesimo errore. Si potevano prevedere ad esempio fondi per assunzioni a tempo determinato e realizzare una task force su questo progetto, ma non è stato fatto. Ora pur di non finire davanti alla Corte dei Conti abbiamo dovuto mettere le mani a questo progetto riducendo i danni».

Parla di fare i conti con la realtà e non con la percezione di essa, Ferdinandi, quando vuole indicare le soluzioni. «Per questo abbiamo avviato censimenti sul verde, sulla mobilità, sugli strumenti digitali, sul patrimonio, insomma su numerose aree, come la Ztl per capire realmente quale sia la strada migliore. Su corso Vannucci ma su un’ampia area del centro, logistica e sosta selvaggia rappresentano un problema che siamo seriamente intenzionati a risolvere. Le tariffe vantaggiose dei parcheggi hanno dato risultati – spiega Ferdinandi – ma possiamo fare di meglio e di più. Una donna in centro – racconta -, mentre facevamo una riunione di giunta all’aperto, ha spostato le fioriere davanti a noi per parcheggiare il suv: abbiamo avuto l’idea plastica di come il centro viene percepito dopo anni in cui si è favorita questa percezione». 

Sul tema marciapiedi è stato ricordato come siano stati stanziati 6 milioni di euro per un piano di interventi che dovrebbe cambiare le condizioni di diverse aree della città.

Non ci sono invece buone notizie per i perugini sul fronte della bolletta rifiuti. La bolletta puntuale con cui pagare in base al comportamento sulla differenziata rimane un miraggio. E’ stato spiegato come l’assenza di una filiera di valore sul differenziato non incide significativamente sulla possibilità di risparmiare in bolletta, ma la giunta vuole entrare a fondo nei meccanismi della realizzazione del prezzo e provare a innescare opzioni di risparmio. La ragione per cui Perugia ha la bolletta più cara d’Italia risiederebbe nel fatto che ci sono pochi contribuenti per un territorio vasto tre volte quello di Torino. Come dire: non c’è speranza.

Annunciati tagli sulla manifestazione 1416 mentre il 2025 dovrà vedere concretizzarsi il progetto della casa internazionale delle donne con servizi e figure professionali di varie discipline all’interno. Arriva anche il nuovo piano consultori con figure di sostegno diverse e integrate a quelle fin qui impiegate. Quindi il piano povertà, per una maggiore lotta alle marginalità e l’ampliamento del servizio di emergenza con un incremento di risorse pari a 400 mila euro: ci saranno 19 nuovi ingressi negli uffici di cittadinanza.

Ferdinandi ha sottolineato come alla città stia offrendo una squadra vera e i risultati concreti che può restituire il fatto di sapere lavorare con una reale collaborazione tra tutti gli assessori. L’impegno è orientato anche per una città con una maggiore vocazione alla contemporaneità e con un impegno forte sulla cultura ed eventi: «Non siamo solo un ente finanziatore, ma vogliamo entrare nelle scelte». 

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