Il presidente Moriconi durante la conferenza stampa di martedì (Foto Umbria24.it)

di Daniele Bovi

L’eredità lasciata dalla Fcu a Umbria Tpl, l’azienda unica dei trasporti in cui sono state fuse Apm, Atc, Ferrovia centrale umbra e Ssit, non è delle migliori. A portare alla luce «una situazione non adeguata» che «richiede la massima attenzione» è lo stesso presidente della società Giovanni Moriconi, che martedì mattina ha incontrato la stampa per fare il punto proprio sul settore ferrovie dell’azienda, definito «un asset fondamentale».

L’anomala usura delle ruote «C’è da lavorare sulla manutenzione – ammette Moriconi – e da quando ci siamo insediati, ovvero tre mesi fa, lo abbiamo fatto investendo nelle ferrovie qualcosa come 300 mila euro più altri 180 mila per adeguamenti normativi delle officine di Umbertide». Parte di questi lavori di manutenzione riguardano anche le  motrici recentemente sostituite con autobus che vanno a coprire, con le inevitabili polemiche su ritardi e disagi, alcuni tratti prima serviti dai treni. Una sostituzione momentanea dovuta all’anomala usura delle ruote registrata dai tecnici. Usura che ha imposto l’acquisto di nuove ruote per 70 mila euro da installare sulle carrozze.

La verifica dell’infrastruttura «Disagi ovviamente ce ne sono così come ritardi stimabili in 20 minuti – dicono da Umbria Tpl – ma gli autobus ovviamente non possono coprire lo stesso percorso dei treni nello stesso tempo». Tramite una macchina diagnostica, spiega la società, sei squadre di tecnici stanno verificando i 157 chilometri della linea, mentre due commissioni di inchiesta sono impegnate nel redigere una relazione sullo stato dell’infrastruttura i cui risultati verranno resi noti entro un mese.

Il deragliamento del 205 Un vero e proprio «piano di interventi e di investimenti», annuncia Moriconi, verrà presentato alla Regione. Piano che appare ancora più necessario anche alla luce di quanto comunicato martedì mattina dal neo assessore ai Trasporti della Provincia di Perugia Luciano Della Vecchia. L’assessore, dopo un incontro con i vertici dell’azienda unica, ha spiegato come alla base del deragliamento del treno 205 avvenuto il 26 gennaio scorso ad Acquasparta non vi sia stato errore umano, bensì un cedimento del terreno e delle traversine in legno usurate dal tempo. Il treno, tanto per la cronaca, dopo il deragliamento finì addosso a un palo, senza il quale la locomotiva avrebbe centrato in pieno una casa.

Sant’anna-Ponte San Giovanni
«Tra Todi e Terni – spiega il presidente – abbiamo fatto interventi costati 4 milioni lungo 15 chilometri di linea. Sulla Perugia Sant’Anna, stanti i progetti del Comune (relativi a un possibile percorso sotterraneo che colleghi Sant’Anna al piazza Grimana, ndr) vanno portate avanti interventi che sono fermi da anni. I binari ad esempio vanno riqualificati così come la galleria dove sono stati registrati dei cedimenti». Senza dimenticare il raddoppio e l’elettrificazione della linea.

Fondi stanziati e mai spesi Le preoccupazioni della società poi riguardano anche i tagli al settore dei trasporti. In ballo ci sono i milioni che il governo ha promesso di restituire alle Regioni dopo la manovra estiva. Soldi sui quali la Conferenza delle Regioni guidata da Vasco Errani sta dando battaglia. A rischio poi c’è anche il milione e 750 mila euro di fondi per gli interventi volti alla manutenzione straordinaria che la società rischia di perdere. In alcuni casi invece soldi già stanziati non sono stati spesi: emblematico quello dei fondi Piat, quattro milioni per interventi nelle zone sismiche di Acquasparta e Massa Martana stanziati e poi revocati dalla Regione perché non spesi dalla vecchia amministrazione: «Peccato – sottolinea Moriconi – sarebbero stati preziosi».

Trasporto merci
I progetti della società per il futuro poi riguardano l’acquisizione di certificazioni, che la vecchia Fcu non possedeva, come la Iso 9001, quella ambientale e quella sulla responsabilità sociale d’impresa. Nel futuro poi c’è anche la possibilità di entrare nel mercato del trasporto merci: «La stiamo valutando – spiega Moriconi – così come abbiamo riconfermato i servizi nel Lazio, mentre in futuro verificheremo la possibilità di collaborazioni anche con la Regione Abruzzo».

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