di Maria Sole Giardini
Una famiglia di sei persone con un bambino invalido “prigioniera”, è proprio il caso di dirlo, in una casa di 46 metri quadrati. Mamma, papà, un figlio di 19 anni, uno di 4 con la 104 e due gemelline di un anno e mezzo. Succede a Terni, nelle case popolari di via Turati dell’Ater, dove Umbria24 è stata accolta, trovando un letto in salotto e un tavolo troppo piccolo per condividere tutti insieme un pasto, mentre il figlio più grande era chiuso in bagno per seguire le lezioni di didattica a distanza. Questa è la situazione insostenibile in cui Anda e la sua famiglia vivono da quando un anno e mezzo fa sono nate le sue gemelline, allargando la famiglia, ma restringendo spazi vitali già piccoli. Le richieste di cambiare casa con una più grande finora sono state tutte inascoltate.
VIDEO: A CASA DI ANDA E DELLA SUA FAMIGLIA
In sei in 46 mq Anda è arrivata in Italia 21 anni fa. Una giovane ragazza madre che ha sempre cercato di vivere in maniera onesta con le poche possibilità che aveva. Finalmente nel 2013 una svolta positiva, l’Ater le assegna l’appartamento in periferia per lei e suo figlio di 10 anni. Con il passare del tempo, però, le esigenze possono cambiare e anche ad Anda è successo: ha trovato un nuovo compagno, che l’ha aiutata a crescere il suo bambino e oggi è un ragazzo di 19 anni, e le ha regalato altri tre figli: prima il piccolo di 4 anni e poi le gemelle di un anno e mezzo. La casa, però. è sempre la stessa e gli spazi vitali cominciano a mancare.
«Chi te l’ha fatto fare di rimanere incinta» Una camera da letto, un bagno, un soggiorno e una piccola cucina, ecco lo spazio che hanno a diposizione Anda e la sua famiglia. Il compagno è l’unico che ha un lavoro fisso e con il suo stipendio riescono a pagare l’affitto all’Ater, le bollette e il cibo. Comprare una casa è impossibile, ma una sola camera da letto davvero non basta. Per questo Anda ha bussato a tutte le porte, Ater, Comune, servizi sociali, fin da quando ha scoperto di essere incinta di due gemelle, ma nessuno le ha mai aperto. Anzi si è anche sentita rispondere: «Chi te lo ha fatto fare di rimanere incinta».
Il letto in soggiorno No, non è il paese dell’assurdo, è l’Italia del 2021. La rassegnazione, però, non fa parte del carattere di Anda che, nonostante le difficoltà, quella gravidanza l’ha portata a termine, mettendo al mondo le due piccole. Dopodiché ha montato un letto in soggiorno, che ne occupa più della metà, ha rinunciato all’intimità col suo compagno facendo dormire i tre maschietti nell’unica camera e lei e le gemelline nel letto del salotto. Poi ha sacrificato i pranzi tutti seduti insieme allo stesso tavolo, perché è semplicemente impossibile, non c’è spazio.
Il piccolo invalido In più anche raggiungere l’appartamento diventa difficile, perché è al terzo piano, il condominio è senza ascensore e quando hai due bambine tra le braccia è complicato salire e scendere quegli scalini. Davvero impensabile per lei da sola portare su e giù il passeggino ogni volta e per questo Anda resta sempre più spesso in casa, mentre resta il passeggino per due resa sulle scale, infastidendo anche i condomini, ma cos’altro potrebbe fare? In casa di sicuro non c’è spazio. Una situazione drammatica a cui si è aggiunto un problema di sviluppo del piccolo di 4 anni che le ha fatto ottenere una invalidità con 104. Un bambino attivo e giocoso che però non parla e porta ancora il pannolone, costretto a saltare da un letto a un altro nel poco spazio che ha a casa.
Appartamenti murati a San Valentino Dal Comune confermano che dal 2013 non c’è stato alcun bando per la riassegnazione degli alloggi, mentre le «persone in graduatoria sono da anni in attesa che gliene venga assegnato uno», denunciano da Potere al Popolo, che si occupa dell’emergenza abitativa a Terni. Ci sono anche situazioni di anziani ‘prigionieri’ dei propri appartamenti perché invalidi e impossibilitati a salire e scendere le scale a cui servirebbe un appartamento al piano terra. Situazione, queste, che rendono inaccettabili casi come quello della zona di San Valentino, dove ci sono appartamenti murati o mai completati.
L’impegno di Ceccotti «Non abbiamo disponibilità di alloggi» si è sentita rispondere Anda oppure «non abbiamo alloggi grandi». Risposte che hanno dato tra le righe ad Umbria24 anche l’assessore alle politiche sociali Cristiano Ceccotti e il presidente di Ater Emiliano Napoletti. Ceccotti ha comunque assicurato che a breve sarà pubblicato un bando per la riassegnazione riservato a situazioni di disagio come quello di Anda. «L’edilizia popolare è stata ferma per molto tempo, creando numerose domande e richieste inevase» dichiara Ceccotti, aggiungendo anche che «manca una fotografia efficace delle singole situazioni e ci impegneremo anche in questo senso a mappare le esigenze dei cittadini al fine di trovare nei prossimi mesi o anni soluzioni soddisfacenti. Ovviamente per il caso in questione cercheremo di rispondere quanto prima alle esigenze della famiglia». Si spera in tempi stretti.
L’impegno di Ater Umbria24 ha portato la storia di Anda all’attenzione di Ater e in particolare del direttore Napoletti: «Pur non gestendo direttamente i cambi di alloggio, Ater sta mettendo a disposizione degli assegnatari appartamenti che potranno presto, in conformità alle regole previste, essere resi disponibili per la mobilità. Questo nell’ottica di una collaborazione sempre più stretta con il Comune. Sempre nel doveroso rispetto dell’interesse generale, c’è ogni disponibilità a valutare situazioni che destino particolare attenzione, anche concertando, ove possibile, le soluzioni».
Si muove la politica A occuparsi della situazione anche la politica: «Noi di Potere al Popolo, insieme alla famiglia coinvolta, speriamo che sia la volta buona e che non dobbiamo ancora sentire ripetere: ‘Non abbiamo alloggi grandi’, perché attraverso il nostro sportello ‘abitare nella crisi’ abbiamo finora rilevato solo mancanze e inadeguatezze nella gestione degli alloggi popolari, nella cosiddetta edilizia residenziale sociale come in quella residenziale pubblica. Ribadiamo – concludono – che Ater e Comune debbano immediatamente rispondere, con un piano serio, alla grave situazione di emergenza abitativa». Anche il consigliere comunale di Senso civico Alessandro Gentiletti ha annunciato sui suoi canali social una interrogazione urgente per portare all’attenzione di palazzo Spada la questione».
