È stato raggiunto l’accordo tra organizzazioni sindacali, Regione, Anci e commissari liquidatori sul futuro delle funzioni e dei lavoratori (quelli del pubblico impiego) delle ex Comunità montane. «Con l’accordo – spiegano in una nota Cgil, Cisl e Uil – si definisce il passaggio del contingente dei lavoratori pubblici alle Province (così come trasformate dalla recente legge Delrio), i quali transitano nel nuovo ente con funzioni, risorse e rispetto delle professionalità possedute». L’accordo riguarda 165 persone del pubblico impiego, ovvero degli uffici che si occupano anche della progettazione. Con la firma si completa il processo avviato con la costituzione dell’Agenzia della forestazione, in cui sono transitati da tempo i lavoratori con contratto privatistico. Agenzia «che, tuttavia – osservano i sindacati – ancora registra problematiche di sostenibilità economica e di non piena funzionalità».
L’accordo L’accordo sancisce, inoltre, l’insediamento di un «tavolo regionale di governance per le riforme endoregionali» che dovrà procedere alla ricognizione di tutte le problematiche inerenti l’applicazione della legge Delrio in merito a funzioni, competenze e personale delle Province nella garanzia della funzionalità del sistema e nel pieno rispetto e tutela dei livelli occupazionali e delle professionalità coinvolte. «Su questo, in particolare – prosegue il comunicato – l’accordo impegna la Regione a condividere a fare propri i contenuti del protocollo di intesa nazionale sottoscritto il 19 novembre 2013, tra governo, autonomie e sindacati aprendo, anche in Umbria il confronto per la garanzia piena e la stabilità dei lavoratori delle Province, coinvolti nei processi di riordino».
Bene la regia «Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria infine «apprezzano la scelta di attivare una regia regionale dei processi, che rappresenta un punto di partenza per il riordino istituzionale nel territorio, ma che deve agire rapidamente ed essere strumento di monitoraggio e di verifica permanente e ribadiscono che la riforma non può e non deve prescindere da un confronto serrato con le organizzazioni sindacali”.
