In Umbria in quasi 750 riescono a «salvare» l'assegno

Sono 737 gli esodati umbri, ovvero quei lavoratori «vittime» della riforma Fornero che, allungando l’età per il pensionamento, sono rimasti senza stipendio e senza pensione. Esodati «fortunati» secondo quanto riferito mercoledì mattina a palazzo Cesaroni nel corso di un’audizione in Seconda commissione da Generoso Palermo, direttore regionale dell’Inps:  quasi tutti, il 96%, hanno definito con l’istituto la loro posizione ed entro breve potranno così ricevere l’assegno. In questo primo caso si tratta di quella fascia di esodati, circa 65 mila, «salvaguardati» dal governo. Numeri precisi mancano invece riguardo al dato umbro sugli altri 55 mila esodati riconosciuti in seguito dal governo Monti. «Impossibile» quindi, in questo caso, capire il numero effettivo delle situazioni da sanare.

Manca il decreto attuativo Questo «anche perché – ha riferito Palermo – non è stato ancora pubblicato il decreto attuativo, indispensabile alla loro effettiva identificazione». Sulle considerazioni e le cifre fornite dall’Inps alla seconda Commissione è intervenuto Orfeo Goracci (Comunista umbro) che pur riconoscendo il buon lavoro svolto dall’Inps per i cosiddetti «salvaguardati» ha chiesto se esistono parametri per conoscere la realtà effettiva dell’Umbria che, anche in relazione ai 280-300 mila stimati a livello nazionale, dovrebbero raggiungere i 2.500-3.000 casi. Nel merito Goracci ha chiesto notizie di alcuni casi ufficiosamente noti come il centinaio di dipendenti della ex Merloni di Nocera, umbri e marchigiani, messi in cassa integrazione. Anche in questo caso, dati precisi non ci sono.

I numeri Gli altri numeri forniti dal direttore regionale dell’Inps attengono alla situazione nazionale: il maggior numero di esodati, 25.990, sono lavoratori in mobilità ordinaria, 3.460 in mobilità lunga; 17.710 titolari di assegni straordinari; 10.250 autorizzati a versamenti volontari; 6.890 incentivati all’esodo da grandi aziende; 950 esonerati dal servizio; 150 in congedo per assistenza ai figli disabili

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