Trent’anni fa un gruppo di entusiasti pionieri collegò l’Italia a Internet, tra i primi paesi in Europa. Era il 30 aprile del 1986: il segnale partì dal Centro universitario per il calcolo elettronico del Cnr di Pisa (Cnuce) e arrivò alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania. «Non immaginavamo che da lì sarebbe partito un processo che ha portato tre miliardi di persone a collegarsi nel mondo e che quello fosse l’inizio della società dell’informazione», ha spiega all’Ansa – secondo quanto diffuso da una nota dell’università di Perugia – Stefano Trumpy, a quel tempo direttore del Cnuce e uno degli ‘evangelisti’ che portò il nostro paese a quel traguardo storico. Insieme a lui c’erano Luciano Lenzini, appassionato scienziato e ‘architetto’ del progetto, Antonio Blasco Bonito e Marco Sommani, cuore tecnico di quell’avventura.
L’appuntamento Trent’anni dopo, sabato 30 aprile dalle 9.30 alle 12.00 al Centro congressi capitini, alcuni esperti del settore e studenti si confronteranno in un simpatico talk e video dell’epoca, condotto da Alessandro Riccini Ricci, nel ricordo della vita ai tempi del modem a 14.4 kbps. Saranno ospiti: Stefano Quintarelli, parlamentare e presidente del Comitato di indirizzo dell’agenzia per l’Italia digitale, fondatore e amministratore di Inet, Gabriele Giottoli, esperto in telecomunicazioni, dirigente Aria Spa, gli studenti dell’Istituto Iteta Capitini V.Emanuele II A.di Cambio, saranno presenti il sindaco di Perugia Andrea Romizi e l’assessore ai Lavori pubblici, infrastrutture, Perugia digitale, Francesco Calabrese. Alle ore 18.30 presentazione del libro ‘Costruire il domani’ di Stefano Quintarelli al Caffè di Perugia.
