«Non sono arrabbiata: a chi mi ha offeso con parole violente dico che non fa niente, ma vorrei un’Italia più sana». Piange Emma Marrone dal palco del Palaprometeo di Ancone, dove ha cantato venerdì sera, all’indomani della raffica di insulti sui social rimediati per aver gridato, sempre durante un concerto, «Aprite i porti». All’artista italiana, come noto, si è rivolto con un commento terribile anche Massimiliano Galli, consigliere comunale leghista espulso nel giro di poche ore dal partito e dal gruppo consiliare di maggioranza ad Amelia, che ha commentato un post su Facebook dicendole di «aprire le cosce» invece che i porti. Galli, già in passato, si era reso protagonista di un episodio analogo: in quel caso insultò i musulmani e fu costretto alle dimissioni da assessore.

Dal palco di Ancona Emma, rimasta in silenzio per tutta la giornata di venerdì, ha commentato quanto accaduto, commuovendosi più e più volte e parlando anche del caso del bimbo di nero di Foligno: «Non sono madre, ma per i miei figli vorrei un’Italia bella, sana, coraggiosa, rispettosa dei diritti di tutti. Io oggi non sono arrabbiata, l’unica cosa che mi dispiace veramente è che mio padre e mia madre in queste ore hanno letto messaggi violenti, nessun genitori vorrebbero vedere una figlia trattata così. A tutte le persone che in questi giorni mi hanno infangata, insultata dico che non fa niente, che non diventerò mai come loro». La cantante è naturalmente tornata sulla richiesta di aprire i porti ai migranti «Ho semplicemente detto una cosa che penso, da libera cittadina, una cosa di accoglienza, senza offendere il pensiero degli altri – ha sottolineato – e ho ricevuto offese violente e gravissime, anche da chi ci governa. E molte donne, invece di difendermi, hanno rincarato la dose».

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