di Daniele Bovi
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Il professor Mauro Volpi può partecipare alla corsa per il rettorato, ma con la spada di Damocle della Corte costituzionale sulla testa. A stabilirlo è stato il Tar dell’Umbria con due ordinanze pubblicate nella tardissima serata di martedì con cui si dà via libera, ma con riserva, alla candidatura del docente di diritto costituzionale escluso dalla Commissione elettorale centrale dell’ateneo all’inizio di maggio. Con un’ordinanza si sospende il verbale della Commissione e si ammette «interinalmente e provvisoriamente» Volpi, mentre con l’altra viene sospeso il giudizio sul caso e si passa la palla alla Corte costituzionale. Il collegio giudicante infatti ha ritenuto «non manifestamente infondata» la questione di legittimità costituzionale relativa ad un articolo (il 2, comma 11) della cosiddetta legge Gelmini (la 240 del 2010). La norma in base alla quale Volpi è stato escluso e che dice che «l’elettorato passivo per le cariche accademiche» è riservato a quei professori che possono coprire integralmente il mandato prima del «collocamento a riposo», cioè della meritata pensione.
Le decisioni In base alle norme attuali Volpi dovrebbe essere «collocato a riposo» il primo novembre 2018, esattamente un anno prima della fine del mandato del prossimo rettore, fissata al 31 ottobre 2019. E non basta richiamare, come fatto da Volpi, la sentenza della Corte costituzionale arrivata il 6 maggio scorso con la quale i giudici stabilivano l’illegittimità costituzionale di un’altra norma della legge Gelmini, ovvero l’articolo 25, che escludeva i professori dalla facoltà, prevista per i dipendenti dello Stato, di rimanere in carica altri due anni dopo la pensione in base ai particolari meriti conquistati e alle esigenze dell’amministrazione. Al massimo, osserva il Tar umbro, il pronunciamento della Corte restituisce a Volpi la possibilità di rimanere in servizio, ma non «l’elettorato passivo per la candidatura alle elezioni di rettore dell’Università di Perugia». Questo perché il suddetto elettorato passivo è soggetto ad altre norme anche se in connessione, ovviamente, con la possibilità di rimanere in carica. Per non avere un eventuale rettore ‘sub iudice’ la Corte costituzionale dovrebbe esprimersi in tempi rapidi così da poter arrivare al «giudizio di merito» del Tar umbro prima dell’apertura delle urne, data dalla quale mancano due mesi quasi esatti.
Il voto Al voto per scegliere il nuovo Magnifico si andrà infatti il 10 ed eventualmente il 17 e 24 ottobre, mentre gli studenti (su questo manca ancora l’ufficialità) dovrebbero eleggere i loro rappresentanti alla fine di settembre. Un centinaio di studenti circa che rappresentano una parte importante del corpo elettorale chiamato a scegliere il nuovo rettore. Stando al regolamento, per diventare Magnifico al primo colpo è necessaria la maggioranza assoluta del corpo elettorale (lo stesso il 17 in caso la maggioranza non fosse raggiunta), mentre all’eventuale ballottaggio accederanno i candidati più votati il 17 ottobre: vince chi prende più voti, purché risultino pari ad almeno un terzo dell’elettorato. In caso di parità verrà il rettore sarà il candidato con maggiore anzianità di ruolo e, se questi dati dovessero coincidere, quello anagraficamente più anziano.
