Una situazione variegata, ma il cui dato principale è che solo un comune su tre ha risposto alle richieste di informazioni. È quanto emerge dal report sulla vulnerabilità degli edifici scolastici presentato da Cittadinanzattiva in Umbria. Ad illustrarla, in conferenza stampa nella sede della Provincia di Perugia, i rappresentanti di Cittadinanzattiva Danilo Bellavita (segretario regionale Umbria); Anna Rita Cosso (vicepresidente nazionale) Ornella Ciani (coordinatrice di Perugia), Alessandra Bircolotti (responsabile regionale per la Scuola). Mentre per la Provincia c’erano il consigliere delegato all’edilizia scolastica Federico Masciolini e il dirigente del settore ingegnere Andrea Rapicetta.
Situazione variegata Il report prende in considerazione molteplici voci, oltre all’anno di costruzione, la certificazione di agibilità statica, il collaudo statico, gli adempimenti relativi alla sicurezza (come le uscite dal piano della scuola o le porte antincendio, la conformità degli impianti elettrici o la conformità degli idranti). Lo studio ha riguardato 444 edifici scolastici censiti ed ha evidenziato che molti di essi, il 32%, sono stati costruiti prima del 1971. Ciò comporta una situazione variegata che necessita della massima attenzione «visto – ha evidenziato Bellavita – che è una tematica che va a toccare la pelle viva dei ragazzi che vanno a scuola». Dallo studio emerge un basso indice di vulnerabilità sismica (122 edifici), media per 62 edifici e alta per 39. Lo studio ha permesso anche di effettuare una valutazione dell’agibilità degli edifici scolastici post sisma. Nell’ambito del territorio della Provincia di Perugia nel 2017 sono stati effettuati maggiori interventi di manutenzione straordinaria dei plessi.
Risponde uno su tre «C’è bisogno di informazione – ha sottolineato Cosso – tanti enti locali non hanno risposto. C’è bisogno invece di focalizzare l’attenzione sul tema della sicurezza scolastica e di provvedere a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. La nuova legge sull’accesso civico va conosciuta e rispettata dagli enti locali. In Umbria ha risposto il 34 per cento, in Emilia-Romagna il 94 per cento, la media nazionale è del 19 per cento. Viviamo in uno stesso Stato ma questi dati ci dicono che la cultura amministrativa è molto diversa da regione a regione». «All’indomani del sisma – ha aggiunto Masciolini – si sta evidenziando una rinnovata attenzione sia delle istituzioni che degli attori principali su un tema delicato che afferisce alla sicurezza nella più ampia accezione. Possiamo contare – ha concluso – anche su un programma di risorse finanziarie che ci fanno guardare con ottimismo alla soluzione di alcune criticità che saranno inserite nel programma pluriennali degli interventi per l’edilizia scolastica».
