Un'aula dell'Alberghiero di Spoleto (foto archivio Fabrizi)

di Daniele Bovi

Da Marsciano a Guardea, da Porano a Tuoro, da Bastia a Terni fino a Perugia, Gualdo Tadino, Costacciaro, Piegaro e tanti altri piccoli e meno piccoli comuni dell’Umbria. Sono in tutto 127 gli interventi di edilizia scolastica richiesti dalla Regione e ora approvati dal ministero di Stefania Giannini. Una lista compresa nell’ambito della programmazione triennale voluta dal governo che prevede, su tutto il territorio nazionale, oltre 6.200 interventi proposti dalle Regioni su indicazione degli enti locali. Il tutto per un fabbisogno di 3,7 miliardi di euro, 67,7 milioni per quanto riguarda l’Umbria. Ottanta interventi verranno fatti in provincia di Perugia, per un totale di 44,3 milioni di euro, mentre i restanti 47 in quella di Terni (23,4 milioni di euro); in media, uno stanziamento di 533 mila euro per ogni scuola.

I numeri La cifra più alta è stata richiesta per la primaria «Matteotti» di Terni, mentre quella più piccola sempre per un’altra primaria, ma stavolta quella del piccolo comune di Montecastrilli. Non tutti i lavori, ovviamente, verranno realizzati subito. La scorsa settimana infatti il ministro Giannini ha firmato il decreto che dà il via libera ai primi 1.300 interventi che saranno coperti grazie ai 905 milioni dei mutui agevolati che le Regioni potranno accendere, con oneri di ammortamento a carico dello Stato, con la Bei (la Banca europea per gli investimenti) e la Cassa depositi e prestiti. Le priorità sono state indicate dalla Regione che potrà così ricevere un contributo annuo, per questo primi interventi, di 850 mila euro capaci di generare 19,2 milioni di euro, quasi un terzo della cifra totale richiesta, e quindi in una prima fase i lavori partiranno in 32 scuole.

LA LISTA: GLI INTERVENTI DELLA PRIMA TRANCHE

I lavori I lavori riguarderanno ristrutturazione, messa in sicurezza, adeguamento antisismico, efficienza energetica di scuole, immobili all’alta formazione artistica, musicale e coreutica o adibiti ad alloggi e residenze per studenti universitari. In più si potranno costruire nuovi edifici e realizzare palestre. I mutui finiranno nelle casse degli enti locali proprietari degli immobili che dovranno procedere all’aggiudicazione almeno provvisoria dei lavori entro il 31 ottobre prossimo.

Giannini «La programmazione unica nazionale di cui l’Italia si dota per la prima volta – ha spiegato nei giorni scorsi il ministro – scatta la fotografia delle necessità delle scuole e ci consente di fare quello che in passato non si è fatto: individuare in anticipo e su più annualità consecutive gli interventi da realizzare». «Fino ad oggi – continua – si stilavano graduatorie ad hoc per ciascuna linea di finanziamento. Ora avremo una sola lista di priorità su cui investire le risorse che avremo a disposizione. Questo ci aiuterà a spendere meglio e più velocemente le risorse».

Twitter @DanieleBovi