Il Ponte di Monte Molino di Todi

I problemi di solidità e stabilità del Ponte di Monte Molino di Todi sul Fiume Tevere (lungo la  SR 397) hanno portato i tecnici dell’Area viabilità  della Provincia di Perugia ha richiedere l’intervento di una squadra dei sommozzatori dei vigili del fuoco, proveniente da Roma e Viterbo insieme a personale del comando provinciale di Perugia, per eseguire una serie di ispezioni subacquee sulla pila dell’alveo del ponte. A coordinare le operazioni è stato l’ingegner Antonio Maggi.

L’ecografia subaquea A scendere in acqua sono stati due sommozzatori dotati di sistema D.D. Son che consente il rilevamento di qualsiasi oggetto anche a visibilità zero. Con questa particolare strumentazione è stata realizzata un’immagine (analoga a quella ecografia), poi consegnata ai tecnici della Provincia di Perugia. L’operazione, durata dalle 12 alle 15 circa, ha consentito il rilevamento delle dimensioni geometriche della fondazione della pila che sorregge centralmente il ponte, la sua profondità e altezza.

Sommozzatori in azione

I lavori e la riapertura L’area viabilità della Provincia di Perugia ha richiesto questa ispezione perché da un attento esame del ponte è emerso che alcune aste della struttura reticolare sono eccessivamente snelle e necessitano di interventi di rinforzo. Per questo motivo da tempo è stato istituito il senso unico alternato, regolato da impianto semaforico, all’altezza del  ponte così da ridurre il  carico sull’intera struttura. In futuro sarà necessario intervenire con lavori sull’opera viaria che permettano la riapertura del ponte in entrambi i sensi e l’aumento del carico, oggi fissato a 7 tonnellate, nonché la messa in sicurezza sismica dell’opera.

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