di M.T. e C.F.

E’ a un mese esatto dal suo ingresso nell’oceano Atlantico, quando a Lorenzo Barone mancano 5 giorni per concludere la traversata e due per vedere terra. Ventotto anni, l’esploratore di di San Gemini sta affrontando la fase conclusiva di una delle traversate a remi più impegnative mai tentate da un atleta italiano, in solitaria e senza supporti motorizzati. Partito dalla Mauritania a fine dicembre, sta puntando verso la costa nord-orientale del Sud America, spinto dalle correnti e dalla propria progressione quotidiana.

QUI IL SUO GPS

Negli ultimi giorni abbiamo raccolto e analizzato le coordinate gps rilasciate dal suo dispositivo satellitare, con l’obiettivo di ricostruire con precisione la direzione di rotta, la distanza percorsa, la velocità media di avanzamento e la distanza residua dalla terraferma. Ai dati di posizione abbiamo affiancato anche una previsione meteo per l’area di attraversamento, per comprendere le condizioni atmosferiche e marittime che influenzeranno le prossime fasi del viaggio.

Dal gps di Barone sono state prelevate le informazioni relative agli ultimi cinque giorni di navigazione, nello specifico latitudine, longitudine, giorno e ora di ciascun rilevamento. Su questi valori abbiamo calcolato la velocità media tra un punto e l’altro e la direzione verso la costa sudamericana, quindi abbiamo interrogato un sistema di intelligenza artificiale per stimare, oltre alla progressione media, anche i fattori atmosferici e oceanici in gioco e i possibili effetti dell’affaticamento progressivo dopo oltre 30 giorni consecutivi in mare aperto.

Una immagine di Lorenzo Barone durante i test

Le coordinate aggiornate a oggi 20 gennaio (ore 10.37) mostrano come la posizione di Barone stia avvicinandosi con costanza verso ovest-sud-ovest, con latitudine che scende progressivamente sotto i 5° nord e longitudine che supera -47° ovest: il 20 gennaio ore 07.37 era a 4,3696 N, -47,1702 W, alle 08.37 la quota registra -1,70 m (probabile riferimento alla variazione di altimetria barometrica o errata calibrazione), alle 09.37 la posizione è 4,2938 N, -47,1985 W con quota 0,31 m, alle 10.37 la nuova rilevazione segnala 4,2464 N, -47,2129 W con quota 0,31 m.

Rispetto alla linea di costa della Guyana francese, la distanza residua in linea d’aria è stimata sotto i 550–580 chilometri, un valore coerente con gli effettivi progressi gps nell’ultima settimana.

L’equipaggio di Barone per la traversata oceanica

Dai dati gps risulta che tra il 15 e il 20 gennaio Barone ha percorso quotidianamente tratte comprese tra 80 e 165 chilometri al giorno, con una velocità media equivalente a circa 3–4,5 chilometri orari, tenendo conto di periodi di remata e di pausa. In base a questa velocità e all’attuale distanza residua, la proiezione più attendibile colloca l’arrivo sulla costa tra il 25 e il 26 gennaio 2026, con un margine di incertezza legato soprattutto alle condizioni del mare e dell’aria.

Quanto all’avvistamento della terraferma, la geometria dell’orizzonte marino suggerisce che un profilo costiero inclinato all’occhio umano diventa distinguibile solo quando un osservatore è entro alcune decine di chilometri dalla costa stessa. Con l’attuale velocità media, ciò potrebbe avvenire 2–3 giorni prima dell’attracco effettivo, quindi intorno al 23–24 gennaio.

Il percorso della sappia del Sahara che vuole seguire in questo suo progetto dal continente africano al Sud America

Le condizioni meteorologiche nell’area atlantica che Barone sta attraversando sono influenzate da un campo di venti alisei e da correnti relativamente stabili, senza segnali di cicloni tropicali significativi nei prossimi giorni, secondo gli outlook dei principali centri meteo marini. Secondo le previsioni disponibili, nelle aree oceaniche interessate il vento soffierà da est con intensità variabile e onde di altezza moderata, prevalentemente sotto i 3–4 metri, mentre non sono attesi sviluppi di perturbazioni tropicali nei prossimi cinque giorni. Questo contesto è tipico della stagione secca atlantica, in cui la fascia equatoriale può sperimentare alternanza di brezze costanti e zone più calme. Le mappe dei venti e delle onde marine indicano per il tratto di oceano tra l’equatore e i 5° nord vento da est-nord-est con intensità diurna generalmente moderata e onde non eccezionalmente alte, condizioni che possono sostenere la progressione dell’imbarcazione ma che talvolta rallentano l’avanzata nei momenti di bonaccia o correnti contrarie.


Tabella – Dati gps e velocità stimata negli ultimi cinque giorni

Data e ora | Latitudine | Longitudine | Km percorsi | Velocità media km/h
15 gennaio 16.27 | 6.995705 | −44.351506 | – | –
17 gennaio 04.37 | 6.093175 | −45.529318 | 164,3 | 4,54
18 gennaio 03.37 | 5.738800 | −46.408996 | 105,0 | 4,56
19 gennaio 03.37 | 4.973245 | −46.802273 | 95,6 | 3,98
20 gennaio 07.37 | 4.369586 | −47.170186 | 78,5 | 2,80
20 gennaio 09.37 | 4.293841 | −47.198466 | 8,2* | 1,55*
20 gennaio 10.37 | 4.246355 | −47.212973 | 5,4* | 0,97*

(* segmenti brevi calcolati su spostamenti orari)

Nel racconto della traversata atlantica di Lorenzo Barone, il nome di Cayenne ricorre spesso come punto di arrivo. In realtà, il Project Dust non indica una città precisa come destinazione finale, ma la costa della Guyana francese nel suo complesso. Cayenne viene utilizzata come riferimento geografico perché è il centro urbano più noto dell’area e consente di collocare facilmente la rotta sulle mappe, ma non rappresenta un approdo vincolante.

Dal punto di vista nautico, una traversata a remi in solitaria non prevede waypoint rigidi. La rotta è costantemente influenzata dalle correnti equatoriali atlantiche e dai venti alisei, che tendono a spingere le imbarcazioni verso ovest e leggermente verso sud-ovest. Per questo motivo è normale che, avvicinandosi al continente sudamericano, un vogatore si trovi più a sud della latitudine di Cayenne, dove attualmente si trova Barone, senza che ciò indichi una deviazione o un cambio di programma.

L’elemento decisivo non è tanto la latitudine, quanto l’avanzamento in longitudine, che nel caso di Barone mostra una progressione costante verso ovest, coerente con un arrivo sulla costa nord-orientale del Sud America. Solo negli ultimi giorni, quando la terra sarà prossima, verrà individuato il punto di sbarco più sicuro in base alle condizioni del mare, del vento e allo stato fisico dell’atleta.

In questo quadro, l’eventuale approdo potrebbe avvenire in diversi tratti della costa della Guyana francese, o in prossimità del confine con il Suriname, senza che ciò modifichi il senso o gli obiettivi del progetto.

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