Un’estate “calda” sulla E45, almeno per quanto riguarda i transiti, secondo gli ultimi dati dell’Anas. Intanto si accendono ulteriormente le polemiche sulla trasformazione in autostrada.
Transiti estivi Nel tratto umbro della E45, attorno a Perugia, tra il 25 luglio e il 31 agosto è stato registrato un totale di 1 milione e 300 mila transiti, con una media giornaliera di 35 mila passaggi ed un incremento dell’8% rispetto al 2013. Ma ha superato abbondantemente i 900 mila transiti, con un sensibile incremento, anche il tratto della E45 a Sangemini, nel ternano. Sopra il milione di transiti, ma in leggera flessione rispetto al 2013, si è collocata la SS675 “Umbro-Laziale” tra Terni e Rieti, con 1 milione e 130 mila passaggi. Lo ha reso noto il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, durante la conferenza stampa sui risultati del Piano dell`esodo estivo 2014. Secondo i dati Anas molti italiani hanno fatto la spola tra i luoghi di residenza e quelli di vacanza, scegliendo mete vicine a casa, con una concentrazione dei volumi di circolazione attorno alle città medie e grandi.
Bocciatura della Corte dei conti Intanto prosegue la polemica contro la trasformazione della E45 in autostrada. Il consigliere regionale dell’Idv, Oliviero Dottorini, ha ribadito i rilievi della Corte dei Conti, che solleva pesanti dubbi «sulle coperture finanziarie che stanno alla base del project financing» e che «non possono passare in sordina. Secondo la Corte dei Conti – spiega Dottorini – gli 1,8 miliardi di euro di defiscalizzazioni previsti dal Piano economico finanziario (Pef) necessitano di un ulteriore passaggio normativo ed è indebita la previsione di un surplus aggiuntivo (fino a 9 miliardi) alla remunerazione del capitale investito a carico dello Stato a tutto favore dei privati. Eppure il premier Matteo Renzi, nonostante le sue ripetute dichiarazioni sull’inutilità delle grandi opere per lo sviluppo del paese, ha deciso di gettare ancora un po’ di fumo negli occhi agli italiani, inserendo la Orte-Mestre tra le priorità dello Sblocca Italia. Anche la Giunta regionale nel Piano dei Trasporti ribadisce il sostegno a quest’opera assurda, tra l’altro senza fare alcun accenno preciso ad esenzioni o sgravi per il pedaggio degli umbri. Ce n’è abbastanza per proseguire nella mobilitazione, sia attraverso la raccolta firme nella petizione regionale che partecipando alla manifestazione nazionale di protesta indetta dal Comitato No Or-Me per il 20 e 21 settembre per lo stralcio definitivo dell’intero progetto».
Goracci: «Marini testarda» Anche il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista Umbro) interviene sul progetto di trasformazione della E45 in autostrada dopo la notizia della «bocciatura da parte del Cipe che pare non aver minimamente sollecitato ripensamenti e correzioni di rotta nella Giunta». Secondo Goracci la presidente Marini continua a sostenere questa idea «con immutabile testardaggine, con una perseveranza e un’insistenza degne di miglior causa», mentre si dovrebbe puntare ad una «messa in sicurezza dell’E45, con manutenzioni più frequenti, miglioramento dell’illuminazione e degli aspetti legati alla sicurezza».
Firma day del M5s Intanto sabato 6 settembre scatta il “Firma day” contro la trasformazione della E45 in autostrada e l’introduzione del pedaggio. La petizione, lanciata dal Movimento5Stelle, fa tappa nel capoluogo umbro. Saranno allestiti due banchetti, il primo a Pian di Massiano dalle ore 10 alle 13 e il secondo in Corso Vannucci dalle ore 10 alle 20. In piazza anche il deputato umbro, Filippo Gallinella. «L’iniziativa vuole tenere alta l’attenzione sulla E45. Il governo nel sito www.passodopopasso.italia.it inserisce ancora la trasformazione della E45 in autostrada tra i cantieri con priorità anche se non finanziati – sottolinea Gallinella –. E’ tempo di dare la parola ai cittadini sul destino di questa strada, tratto vitale per l’Umbria e per l’Italia centrale. Siamo convinti che la trasformazione della E45 in autostrada danneggerà la nostra regione che si ritroverebbe un’arteria sovradimensionata rispetto agli attuali flussi di traffico, molto costosa per le tasche dei cittadini e una statale dissestata perché il progetto preliminare approvato dal Cipe non contiene alcun provvedimento significativo diretto alla riqualificazione della Romea, classificata tra le strade più pericolose d’Italia per incidenti e decessi».
