È morto a Milano Luca Ronconi, lontano dal casolare tra le colline di Gubbio e Perugia in cui amava ritirarsi all’ombra degli ulivi. Il teatro ha perso un immenso regista, ma l’Umbria in particolare sabato sera ha detto addio a un protagonista indiscusso delle proprie istituzioni culturali.
Funerale in Umbria La salma sarà portata in Umbria da Milano e i funerali si terranno martedì 24 febbraio alle ore 15 nella chiesa dei Santi Andrea e Biagio a Civitella Benazzone, dove la salma sarà tumulata nella cappella che lui aveva scelto da tempo, sulle colline umbre, nel luogo silenzioso, dove ha trascorso gran parte dei suoi ultimi anni.
La ‘sua’ scuola di Santacristina Ma vicino al casolare tra Gubbio e Perugia, Ronconi non amava solo immergersi nel silenzio della campagna umbra. Qui il regista, deceduto sabato sera a una manciata di giorni dal suo 82esimo compleanno, concepiva la didattica del Centro teatrale Santacristina, che dal 2002 cura la formazione professionali degli attori. Ai diplomati provenienti dalle migliori scuole italiane o direttamente da esperienze teatrali, Ronconi non trasmetteva solo un metodo di lavoro, definendo il percorso di studi, ma offriva gli strumenti per centrare quell’analisi profonda di un testo che rappresenta condizione imprescindibile per ogni interpretazione.
Gubbio perde illustre concittadino «E’ con profondo dolore che abbiamo appreso la notizia della scomparsa a Milano di Luca Ronconi – dichiara il sindaco Filippo Mario Stirati – una perdita che getta nel lutto la cultura italiana e internazionale. E’ stato un innovatore ineguagliabile nella ricerca di nuovi linguaggi drammaturgici. La sua assenza si sentirà enormemente anche per quella sua schiva natura, propria dei grandi. Ha insegnato a tutti senza avere la pretesa di farlo, ed è stato un formidabile Maestro. Ma la città di Gubbio non perde solo, insieme al mondo, il più grande regista contemporaneo, uno dei nomi più celebri del teatro europeo, perde anche il suo più illustre ‘concittadino’, da quando aveva eletto a ‘buen retiro’ la sua casa di campagna eugubina a S. Cristina, prendendo proprio la residenza nel nostro Comune e dove dal 2002 aveva fondato la sua scuola di regia. Quel ‘Centro Teatrale’, che era il suo vanto e orgoglio, con l’obiettivo di dare un contributo concreto e attivo, attraverso la formazione professionale degli attori. Ronconi, con il quale avevamo subito ripreso i rapporti durante l’estate scorsa con l’idea di un nuovo progetto per Gubbio, si era innamorato della nostra città, dove aveva curato per il Teatro Stabile dell’Umbria, ben tre produzioni teatrali che avevano acceso le luci della critica e della stampa internazionale, dalla ‘Fidanzata povera’ di Óstrovskij del 1985, allo spettacolo l’anno dopo che ha rivoluzionato il modo di rappresentare Carlo Goldoni, ‘La serva amorosa’, alle indimenticabili ‘Tre sorelle’ di Cechov del 1989, alle ‘Scene di una notte d’estate’ nel 2004 con gli allievi della Scuola. I rapporti di Ronconi con Gubbio erano improntati alla massima disponibilità e amicizia, e non perdeva occasione di elogiare la nostra città e il teatro che trovava ‘a misura di spettacolo’. Aveva anche ricevuto riconoscimenti e segni di affetto, come il ‘Premio Bandiera’ e il Premio ‘Onor d’Agobbio’, accettati con grande considerazione. Ora ci adopereremo affinchè la sua esperienza e la sua storia non vadano perdute. E ci onora la sue scelta di voler riposare in terra umbra».
Ronconi e Spoleto Il legame con l’Umbria era saldissimo. Già, perché il grande successo del ‘suo’ Orlando Furioso (1969), poi riadattato anche per il grande pubblico televisivo, è andato in scena per la prima volta al San Nicolò di Spoleto nell’undicesima edizione del Due Mondi. Un legame quello tra Ronconi e il Festival che si è allungato fino al 2014, complice l’amicizia e la stima col direttore artistico Giorgio Ferrara e l’attrice Adriana Asti. Per loro nell’ultima edizione del Due Mondi ha riadattato Danza Macabra di August Strindberg, apprezzato dalla critica e dal pubblico e tuttora in scena nei maggiori teatri italiani. A Spoleto, il regista ha anche collaborato alla nascita del Lirico Sperimentale, altra realtà artistica umbra apprezzata in tutto il mondo.
Il cordoglio di Giorgio Ferrara e Cardarelli Il direttore artistico del 2 Mondi, Giorgio Ferrara lo ricorda così: «Se n’è andato un grande Maestro e un vecchio amico. Personalità eccezionale del teatro europeo, lascia un vuoto incolmabile nel panorama culturale del nostro paese e non solo. Con i suoi 6 spettacoli creati a Spoleto nei 7 anni passati, Luca Ronconi è stato la colonna del nostro Festival. La sua recente messa in scena di “Danza macabra” continuerà la sua vita sui palcoscenici italiani ed esteri. E sarà questo il contributo del Festival di Spoleto per ricordare e onorare la sua memoria». «Con la morte di Luca Ronconi – sono state le parole del Sindaco Fabrizio Cardarelli – Spoleto perde una delle figure più illustri e innovative della sua storia culturale ed artistica. Il profondo legame tra il grande regista e la città, nato grazie al Teatro Lirico Sperimentale, al Festival dei Due Mondi e al suo straordinario Orlando Furioso, ha vissuto, specialmente negli ultimi anni, una stagione meravigliosa caratterizzata da produzioni teatrali di grandissimo valore. Spoleto, come ricordato anche dal direttore artistico Giorgio Ferrara, continuerà, attraverso il Festival dei Due Mondi, ad onorarne la memoria e la sua strepitosa capacità interpretativa». Anche il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto A.Belli desidera «ricordare con affetto e sincera stima il regista Luca Ronconi.scomparso sabato. Pur impegnato in mille progetti e attività volle comunque accettare di collaborare con la nostra istituzione alcuni anni fa regalandoci e regalando alla città due spettacoli affascinanti che guardavano al futuro».
Marini e Bracco Sabato notte la presidente dell’Umbria Catiuscia Marina, via Twitter, ha voluto ricordare l’autore. «Addio a Luca Ronconi, legato alla nostra Umbria a cui ha regalato cose straordinaria a Spoleto, come Perugia e Gubbio». Poi, insieme all’assessore Fabrizio Bracco: «Luca Ronconi amava profondamente l’Umbria. Qui ha lavorato per decenni e prodotto molte delle sue straordinarie opere teatrali. Il paesaggio della nostra terra è stato per lui una inesauribile fonte di ispirazione e ideazione. Per questo, oggi, ci sentiamo in lutto e avvertiamo forte il vuoto che egli lascia, ma allo stesso tempo proviamo un sincero senso di gratitudine per l’amore che ha avuto per la nostra Umbria. Luca Ronconi – ricordano – era da moltissimo tempo legato all’Umbria. Un legame che lo ha portato ad essere uno dei maggiori protagonisti della nascita del nostro Teatro Stabile, e prima ancora a collaborare con l’Audac, che hanno prodotto diverse opere con la sua regia, a cominciare da ‘La serva amorosa’ di Goldoni, che fu uno spettacolo di grandissimo successo, portato nelle più importanti piazze italiane ed in Europa. In Umbria, Ronconi trascorreva lunghi periodi, rifugiandosi nella sua residenza di Santa Cristina, immersa nell’intenso verde dell’Appennino umbro. E qui – dicono ancora – ha dato nel 2002 ha dato vita al Centro Teatrale Santacristina. Uno luogo che lui stesso amava definire ‘uno spazio di libertà dove è possibile lavorare a un progetto con modalità che altrove non sarebbe possibile mettere in pratica. È difficile immaginare un altro luogo come Santa Cristina: isolati, immersi nella quiete della campagna umbra – scriveva Ronconi -, qui si lavora, si dorme, si mangia e si studia tutti assieme’. E qui – ricordano ancora Marini e Bracco – non era difficile incontrare insieme agli allievi anche attori e registi di grande fama che amavano, con semplicità, trascorrere intensi momenti di condivisione dell’amore di Ronconi per questa terra. In questo tempo – proseguono Marini e Bracco – abbiamo avuto la fortuna ed il privilegio di incontrarlo e conoscerlo. Ciò ci ha dato l’opportunità di apprezzarne ancora di più il tratto umano dell’artista. Abbiamo potuto valutare la grande forza innovativa del suo modo di fare teatro e quindi cultura. E possiamo dire che egli è stato senza dubbio tra i più grandi innovatori del teatro, avendo avuto il coraggio di reinventare il teatro ed il suo stesso linguaggio, immergendolo nella contemporaneità. Questo lo ha reso tra gli uomini di teatro più importanti in Europa tra la fine del secolo scorso ed il nuovo millennio. Frequentandolo abbiamo anche da vicino potuto da sentire quanto con la sua opera Ronconi era capace di trasmetterci la bellezza della cultura che egli intendeva non fine a se stessa, ma anche quale mezzo per aiutare a dare al nostro Paese – concludono Marini e Bracco – l’opportunità per sperare in un futuro migliore».
Gentili Cordoglio è stato espresso anche da Fausto Gentili, coordinatore regionale di Sel: «La morte di Luca Ronconi priva la cultura italiana di una delle sue figure più creative e prestigiose, i giovani attori di un maestro insostituibile e l’Umbria di un amico prezioso, che abbiamo avuto la fortuna di incontrare ripetutamente, nei suoi percorsi umani ed artistici tra Gubbio, Perugia e Spoleto. E’ anche grazie a lui, al suo lavoro generoso e appassionato che il nostro Teatro stabile poté muovere i primi passi ed acquisire in breve tempo credibilità e riconoscimenti e diventare un punto di riferimento significativo nel panorama dello spettacolo italiano. La sua intelligenza e la sua gentilezza ci mancheranno a lungo».
Teatro Stabile in lutto Il Teatro Stabile dell’Umbria piange la scomparsa di Luca Ronconi il Maestro che ha segnato la vita teatrale contemporanea e quella dell’Umbria, luogo dove aveva scelto di vivere e dedica a lui le recite delle proprie produzioni in tournée. Franco Ruggieri in una nota ricorda il grande artista scomparso:
Sono profondamente colpito nella mente e nel cuore, ho vissuto con Ronconi un lungo tratto della mia vita teatrale e questo rapporto ha segnato fortemente la mia esistenza fin da quando dal loggione del Morlacchi rimasi folgorato da I lunatici di Th. Middleton e poi dallo spettacolo che lo ha consacrato, L’Orlando Furioso. Ho visto tutti i suoi spettacoli teatrali, anche quelli più complessi, quelli che hanno scatenato polemiche e che hanno contribuito a un profondo rinnovamento della scena italiana, del linguaggio, della scrittura, della drammaturgia, trasformando alla radice il teatro contemporaneo e formando una nuova straordinaria generazione di attori.
Ricordo i lunghi colloqui agli inizi degli anni ’80, quando come Direttore del Settore Prosa del Festival dei Due Mondi ho voluto che la programmazione fosse segnata da due suoi spettacoli Spettri e un Celine.
In tutto quel periodo il mio primo obiettivo era di costituire un Teatro Stabile in Umbria, questo si poté realizzare, dopo averne parlato a lungo con Ronconi e grazie al grande contributo e all’entusiasmo di Annamaria Guarnieri, con la messinscena de La serva amorosa spettacolo che si avvaleva di un bel ensemble di attori e che debuttò con grande successo al teatro Comunale di Gubbio nel 1986, richiesto in moltissimi teatri fece una lunghissima tournée in tutto il mondo, compreso Broadway, e questo fu molto importante anche per Ronconi che in quel periodo veniva criticato per far spettacoli troppo complessi, intrasportabili e costosi, il Maestro dimostrò invece che poteva mettere in scena anche spettacoli bellissimi, ma di grande semplicità, facilmente trasportabili.
La stessa cosa si ripeté nel 1989 con Le tre sorelle con un cast fantastico in cui l’attore meno importante era l’allora sconosciuto Luca Zingaretti.
Nonostante Ronconi fu chiamato poi a dirigere lo Stabile di Torino la collaborazione proseguì in una torrida estate del 1990 con La Gabbia un bellissimo testo di Enzo Siciliano protagonista Annamaria Guarnieri, un progetto per molti versi folle, nel mese di agosto in una Perugia semideserta per più di un mese presentammo lo spettacolo sul palcoscenico del Morlacchi.
Nel settembre del 1997 debuttò al Teatro dei Riuniti di Umbertide un’altra produzione di successo Memorie di una cameriera.
In seguito Ronconi fu molto preso dai suoi impegni, ma abbiamo sempre ospitato in Umbria le messinscene che potevano girare, ricordo con particolare affezione Strano Interludio, uno spettacolo molto lungo per cui avevamo organizzato la cena al Morlacchi durante l’intervallo, fu un grande successo di pubblico in tutte le repliche. Una delle ultime volte che ho sentito Luca è stato quando ho fatto da tramite tra lui e Brunello Cucinelli per il progetto Nel bosco degli spiriti al teatro di Solomeo.
Ricordo con ammirazione una personalità forte, determinata, che ha sempre saputo dove voler andare e quali potessero essere i suoi compagni di viaggio, con una sorprendente capacità di far fronte a molteplici impegni e una particolare affezione al lavoro di formazione degli attori che ha portato avanti fino alla fine con la Scuola di Santa Cristina.
Sono rimasto profondamente colpito, ma non stupito conoscendolo profondamente, del fatto che anche se colpito da una grave malattia ha continuato imperterrito fino all’ultimo minuto a lavorare con l’ultimo bellissimo spettacolo Lehman Brothers, dimostrando la sua enorme passione per il teatro.
A questi miei personali ricordi naturalmente si associano tutti i collaboratori che hanno vissuto insieme a me gli anni in cui abbiamo fatto nascere il Teatro Stabile, questa importante istituzione culturale della nostra regione, e che hanno contribuito a far sì che quella prima esperienza potesse vedere la luce nelle migliori condizioni possibili.
Grazie Luca non ti scorderemo mai.
