Piante di Marijuana (foto archivio Troccoli)

di Mau. Troc

Il consiglio regionale dell’Umbria ha detto sì all’uso terapeutico della cannabis.

Ok definitivo Approvato a larga maggioranza il testo è ormai definitivo. La proposta è arrivata dal gruppo di Rifondazione comunista ma a dire sì non è soltanto la maggioranza di centro sinistra del consiglio regionale, ma anche parte dell’opposizione, escluso il gruppo di Fratelli d’Italia. Hanno detto quindi ‘sì’ anche l’Udc e il’ Nuovo centro destra’. Sono 22 infatti i consiglieri che hanno approvato la legge, su 25 presenti.

L’Umbria dopo altre regioni L’Umbria arriva a legiferare sull’uso terapeutico della cannabis, dopo altre regioni come la Puglia, l’Abruzzo e la Toscana. Anche in Umbria il percorso è stato caratterizzato da ostacoli e polemiche che affondano le radici nella tradizione proibizionistica occidentale e nelle convinzioni politiche contrapposte. La legge, presentata dal consigliere regionale Damiano Stufara, tiene conto dei vari aspetti che ruotano attorno all’utilizzo terapeutico della cannabis e li affronta sia dal punto di vista storico, che scientifico evidenziano l’evoluzione degli studi sulle proprietà terapeutiche della cannabis che Stufara classifica in «oltre 17 mila». Ecco tutti i dettagli della legge.

Cure palliative Sostanzialmente, come lo stesso Stufara spiega nella relazione illustrativa dell’atto, l’idea è quella di dare «pieno seguito alle ‘Linee di indirizzo alle aziende sanitarie su: servizi di cure palliative, servizi di terapie del dolore, nel duplice obiettivo di rendere accessibili i farmaci cannabinoidi e di sviluppare la ricerca su queste sostanze, che alla luce di numerosi studi scientifici si dimostrano efficaci non solo nella terapia del dolore, ma anche nel ridurre e controllare importanti sintomi di altre patologie rilevanti dell’apparato articolare, di malattie croniche autoimmuni, di flogosi croniche di natura degenerativa, ed altro». «Altro scopo – continua il promotore -, secondario, ma non irrilevante, è quello di monitorare l’uso dei derivati della cannabis, su cui pesa, complice la fallimentare strategia proibizionistica avanzata dal dopoguerra ad oggi da parte di tutti i governi occidentali, inclusi quelli italiani, una grave disinformazione».

I dettagli Hanno votato a favore i consiglieri di Pd, Prc-Fds, Psi, Idv, Lega, Udc, Ncd e Fi (con l’astensione del solo consigliere Valentino-Fi). Contrari Lignani Marchesani e De Sio (Fd’I). La legge prevede l’erogazione gratuita, in quanto a carico del Sistema sanitario regionale, dei farmaci cannabinoidi nei protocolli dei servizi di cure palliative e terapie del dolore, sulla base di un piano terapeutico redatto da un medico specialista, dopo di che potranno essere prescritti anche dai medici di famiglia. L’erogazione dei farmaci cannabinoidi potrà avvenire in ambito ospedaliero e in ambito domiciliare.

Il comitato scientifico La legge prevede anche l’istituzione di un comitato tecnico-scientifico composto da un dirigente della struttura regionale competente, un medico esperto in terapia del dolore e cure palliative, due rappresentanti delle farmacie convenzionate, un farmacologo che abbia condotto ricerche, opportunamente documentate, sulle sostanze cannabinoidi e altri farmaci antidolorifici, due rappresentanti delle associazioni dei malati destinatari di tali terapie, un rappresentante delle associazioni dei farmacisti preparatori, un esperto legale, un esperto della comunicazione di massa. Ai componenti del comitato non spetta alcun compenso. La norma finanziaria della legge prevede che gli oneri siano sostenuti con le risorse del fondo sanitario regionale.

Il report ogni due anni In Aula è stato presentato da alcuni consiglieri regionali (Barberini-Pd, Zaffini-Fd’I, Monacelli-Udc, Valentino-FI) un emendamento aggiuntivo, votato all’unanimità, che aggiunge all’articolato la clausola valutativa, che prevede l’obbligo da parte della giunta di relazionare con cadenza biennale all’assemblea legislativa sull’attuazione della legge, in particolare su: numero di pazienti trattati con medicinali cannabinoidi, ammontare della spesa annua per l’acquisto di tali farmaci e eventuali criticità emerse nell’applicazione della legge.

Tutti i campi di applicazione e ricerca La Giunta regionale potrà avvalersi anche del Comitato tecnico-scientifico per assicurare livelli uniformi di accesso e di erogazione dei farmaci cannabinoidi, definire protocolli attuativi della presente legge, promuovere campagne di informazione alla popolazione sulle problematiche del dolore e sulla rete delle strutture deputate alla terapia del dolore e alle cure palliative, rilevare eventuali criticità, con particolare riferimento alle problematiche inerenti l’acquisizione e l’erogazione dei farmaci cannabinoidi, predisporre corsi di aggiornamento e formazione per gli operatori sanitari interessati, individuare e suggerire i filoni di ricerca scientifica finalizzata alla sperimentazione clinica dell’efficacia della cannabis nelle patologie neurologiche, infiammatorie croniche, degenerative, autoimmunitarie e psichiatriche.

Stufara, il promotore  «Esprimiamo sincero apprezzamento per il contributo e il sostegno dato dalla grande maggioranza dell’aula, come già avvenuto nei lavori della 3 commissione, ad una norma di civiltà e di democrazia, che nulla ha a che vedere con l’uso generico di una sostanza, come qualcuno ha strumentalmente tentato di sostenere. Da oggi l’Umbria è un po’ più civile e meno oscurantista. Voglio in questa occasione ringraziare tutti coloro che ci sono stati accanto in questa battaglia, a partire dai malati che con forza e grande dignità hanno chiesto alla politica di innalzarsi e non continuare a seguire demagoghi e lobbies farmaceutiche».

Zaffini: mirano ad avviare coltivazione L’uso dei farmaci è già oggi consentito per alcune patologie particolarmente gravi. Le leggi regionali, tutte impugnate dallo stato, tranne l’ultima (dell’Abruzzo, ndr), mirano ad allargare il panorama delle patologie trattabili con questi farmaci ma anche ad avviare la coltivazione della cannabis, sia pure in modo controllato e circoscritto. Ulteriore circostanza che ci fa dubitare della necessità di questa normativa è quanto desunto dalle audizioni, dove le associazioni dei malati di alcune patologie si sono dichiarati convintamente favorevoli, mentre i medici intervenuti, sia dei Ser.T che specialisti anestesisti o rianimatori, hanno espresso posizioni difformi. Di sicuro non è provata l’indispensabilità di questo farmaco. E dobbiamo anche prendere atto di una situazione di grave emergenza che sta interessando il territorio con eccessiva disponibilità di sostanze, con l’affermarsi della presunta innocuità del fumo di cannabis, che va ad incidere su larghi strati di popolazione fragile, giovani, che riceverebbero un messaggio potenzialmente sbagliato. Quindi come legislatori regionali, essendoci questo rischio ed in presenza di una realtà terribile sul versante del consumo e delle morti per droga, in questo momento per l’Umbria e per la città capoluogo vi sono dubbi sulla necessità di questa decisione. In Umbria, e a Perugia in particolare, c’è bisogno di tutt’altro».

One reply on “E’ legge: l’uso terapeutico della cannabis consentito anche in Umbria”

  1. bene -… magari finalmente meno giovani nei casini meno soldi buttati per cause inutili ecc—FINALMENTE magari , qualche terapia decente per chi ne ha bisogno senza somministrare farmaci che deabilitano… finalmente mafri e sempre forse qualche posto di lavoro in piu ..forse e dico fore un ritorno alle origini dove la canapa faceva parte del nostro quotidiano come il pane e il vino ..forse E RIPETO FORSE….

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