La discarica di Orvieto

di D.B.

Sale la tensione intorno alla discarica Le Crete di Orvieto e alla possibilità di realizzare il terzo calanco. Il Tar dell’Umbria infatti con una sentenza datata 16 gennaio ha accolto il ricorso di Sao Acea contro la perimetrazione delle aree boscate decisa dal Comune di Orvieto nel novembre del 2011; una deliberazione consiliare con la quale, di fatto, si escludeva la possibilità di ampliare Le Crete vincolando a bosco l’area del terzo calanco. L’ultima udienza sulla vicenda si era tenuta alla fine di settembre e ora i giudici hanno deciso di annullare la delibera consiliare perché, in pratica, hanno ritenuto che nella zona non ci sarebbe alcun bosco propriamente inteso. «Le specie annoverabili tra quelle arboree – è scritto nella relazione disposta dal Tar ed eseguita dall’Università di Perugia -, nonché la conformazione vegetazionale nel suo insieme tendono maggiormente verso una vegetazione definibile di tipo spondale/riparia piuttosto che boschiva, sia per diametro ed altezza delle piante che per rappresentatività delle stesse a ridosso dell’impluvio».

LA SENTENZA

La sentenza Una relazione che il collegio ha giudicato «tecnicamente coerente, ed immune di vizi logici», e per questo «merita condivisione». Con questa sentenza in mano quindi ora Sao Acea potrebbe tornare a bussare alle porte del Comune per chiedere di fare il terzo calanco. Comune e Regione però non accettano il verdetto e promettono battaglia. In una nota il sindaco di Orvieto Giuseppe Germani spiega che ricorrerà al Consiglio di Stato e attacca: «L’Amministrazione comunale non intende conformarsi alla decisione del Tar, in quanto non può essere una società di gestione che decide se fare o non fare il terzo calanco. Tali decisioni infatti, spettano alle istituzioni, in particolare a Comune e Regione che, almeno per quanto riguarda il Comune, da tempo, ha preso una chiara decisione che è quella che non si farà il terzo calanco». «Questo perché – aggiunge il primo cittadino – come Comune di Orvieto vogliamo affrontare il problema della gestione dei rifiuti con i sistemi moderni che la tecnologia ha messo e mette a disposizione a salvaguardia dell’ambiente».

Le reazioni La strategia che Germani traccia passa per il raggiungimento di un alto tasso di raccolta differenziata, per il riuso dei materiali e per il Css. A dar man forte al Comune poi arriva la Regione. L’assessore all’Ambiente Rometti ribadisce che «non ci sono assolutamente esigenze di ampliamento e tantomeno ve ne sono per lo sfruttamento di un terzo calanco. Anche perché le politiche regionali sono indirizzate al superamento delle discariche, come chiede l’Europa». «Con le misure previste nell’adeguamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti del 2009, in fase di discussione e approvazione – dice l’assessore – conseguiremo ulteriori passi in avanti verso l’obiettivo della minimizzazione dello smaltimento di rifiuti in discarica, dove sarà depositato solo ciò che non è recuperabile, dando piena attuazione alle direttive comunitarie. Gli orvietani e gli umbri ne possono stare certi: la Regione è impegnata e si impegna per il progressivo superamento delle discariche».

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.