L’Umbria non è esente dal fenomeno del ‘turismo da diplomificio’ quello che è stato fotografato da Tuttoscuola e che individua la Campania come ‘capitale’ del fenomeno nazionale.
Prendendo a riferimento gli anni che vanno dal 2015 al 2023 l’incremento di iscritti alle scuole paritarie, tra il quarto e il quinto anno, a livello nazionale è del 132%. Dei 166mila studenti circa 105 mila riguardano istituti paritari della Campania che registra un incremento del 691%.
Ovviamente istituti paritari non si traduce in diplomifici e la stragrande maggioranza di questi rispetta norme e regolamenti sulla formazione. Va anzi precisato che, gli istituti paritari che fanno vera scuola, sono piuttosto gravemente danneggiati dal punto di vista dell’immagine da quegli istituti che invece producono scartoffie senza formazione.
Se tra il quarto e il quinto anno di scuole superiori l’incremento alle scuole paritarie, in Italia, passa dai 125.998 ai 292.312, l’Umbria presenta un incremento di 296 studenti. Che parte di questi siano sospettati di farlo per garantirsi un diploma facile, è un dato di fatto, assunto che il fenomeno dell’incremento è particolarmente concentrato nell’ultimo anno prima del diploma, nella nostra regione come nel resto d’Italia. Fanno meglio di noi il Friuli Venezia Giulia con un incremento di 184 iscritti alle paritarie nell’ultimo anno di scuole superiori e la Liguria con un incremento di 119.
Il ministro all’istruzione Giuseppe Valditare ha garantito oltre alle ispezioni anche una legge appropriata in grado di combattere il fenomeno ma il disegno di legge tarda ad arrivare e i tempi dell’iter legislativo proiettano i cambiamenti auspicati in un periodo considerato inaccettabile da chi osserva con apprensione il fenomeno.
