L'ingresso del rettorato - foto Fabrizio Troccoli

di Daniele Bovi
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Niente da fare: intorno alla proposta del Magnifico di nominare i decani per alcuni mesi al vertice dei dipartimenti dell’Ateneo non c’è il consenso necessario. Martedì infatti, al termine della seduta congiunta di senato accademico e consiglio di amministrazione dell’Università di Perugia, l’idea dei decani-garanti è parsa tramontare. Un voto in realtà non era previsto: l’appuntamento è servito più che altro a sondare il terreno, cercando di capire chi avrebbe appoggiato questo tipo di soluzione. Un passaggio intermedio, una sorta di «carotaggio» degli umori e delle opinioni in campo: in caso di un vasto consenso intorno all’operazione, il senato accademico sarebbe stato convocato a stretto giro di posta per deliberare ufficialmente la nomina dei 16 decani-garanti al vertice dei dipartimenti universitari.

Niente da fare E invece, dopo la freddezza dimostrata nei giorni scorsi dai rappresentanti degli studenti sul tema («la questione non ci compete» hanno ripetuto quasi in coro) anche martedì sono stati molti quelli che nel corso della riunione congiunta si sono espressi contro la soluzione Bistoni, in primis dalle aree che fanno capo a due prof di peso come Volpi e Moriconi: il primo in attesa di capire se il Tar lo riammetterà alla corsa per il rettorato mentre il secondo, preside di Veterinaria, è già lanciato. La nomina dei garanti era stata prospettata nei giorni scorsi (in più incontri) dal rettore Bistoni ai rappresentanti degli studenti. I 16 nominati sarebbero dovuti rimanere in carica fino alla fine di settembre-inizio di ottobre quando, stando alle previsioni, si potrebbero aprire le urne per i rappresentanti degli studenti, arrivando così a formare i consigli di dipartimento.

Udu: ritardi non imputabili a noi «Nella seduta di oggi – commenta il portavoce dell’Udu Tiziano Scricciolo – c’è stata la quasi unanimità dei senatori e consiglieri d’amministrazione nel non voler commettere irregolarità per attivare i dipartimenti. Inoltre si è capito che la fretta di questi ultimi giorni era ingiustificata, in quanto il personale da formare per la nuova contabilità d’Ateneo può essere individuato anche senza i dipartimenti attivi». «Il ritardo nell’attivazione dei dipartimenti e il mancato adeguamento alla legge Gelmini – prosegue -, non sono imputabili in alcun modo agli studenti, in quanto l’Ateneo ha avuto ben tre anni di tempo e il Magnifico Rettore Bistoni ha richiesto una proroga al fine di gestire nel miglior modo possibile la fase di adeguamento e transizione».

Altra udienza In questo quadro complesso tutti gli occhi sono puntati verso la perugina via Baglioni, in particolare verso la sede regionale del Tar. Mercoledì infatti si terrà una nuova udienza, la terza ormai, sul ricorso presentato da Udu-Sinistra universitaria e Alleanza universitaria che, nelle settimane scorse, si sono viste escludere moltissime liste dal Comitato elettorale centrale dell’Ateneo. Una decisione nel merito, sull’ammissibilità o no delle liste cioè, non è scontata: i giudici infatti potrebbero disporre un nuovo rinvio. Nel corso della seduta congiunta di senato e cda sarebbe invece arrivata la disponibilità dell’Ateneo in merito «ad una soluzione – prosegue Scricciolo – che garantisca la partecipazione di tutti, e dunque che tuteli la democrazia dell’Ateneo. Ora spetta alle altre liste mostrare un po’ di senso di lealtà e moralità. Le altre liste hanno paura delle elezioni? A quanto pare hanno tantissima paura del nostro possibile risultato elettorale, frutto di duro lavoro del nostro sindacato studentesco al fianco di tutti i ragazzi perugini e degli studenti».

Il bilancio Un invito a guardare i (positivi) numeri del bilancio dell’Ateneo arriva invece dal professore emerito e già pro rettore vicario dello Studium Antonio Pieretti. «Le vicende legate alle elezioni – scrive in una nota – hanno fatto passare sotto silenzio una notizia che invece meritava una particolare attenzione. La settimana scorsa l’Università di Perugia ha chiuso il conto consuntivo dell’anno 2012 non solo confermando il perfetto equilibrio finanziario della gestione di competenza, ma altresì generando un consistente avanzo di amministrazione che, depurato delle somme sottoposte a vincolo di destinazione, è pari all’importo di euro 15.423.751,45. Parte di questa somma e cioè 9.529.291 euro, è stata destinata al bilancio preventivo 2013; pertanto l’avanzo cosiddetto disponibile è risultato pari a 5.894.460 euro». Pieretti sottolinea che «la realizzazione di tale avanzo ha costituito il punto di arrivo di una politica di gestione che l’Ateneo ha perseguito con lucidità e fermezza. E’ il frutto sia della severità con la quale è stato costruito il bilancio di previsione dell’esercizio finanziario 2012, sia della prudenza che ha guidato l’Ateneo nella stima delle principali fonti di entrata e di uscita, nonché di un rigoroso controllo della spesa».

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