In Umbriaproblemi dopo lo switch off

Sono ancora tanti gli umbri che non riescono a vedere la tv digitale. Quanti? Non è dato sapere, visto che sul tema gli operatori e la Regione restano in silenzio. Intanto emergono problemi al confine umbro-laziale.

Problemi di confine La Rai fa presente in una nota che «le interferenze a danno del multiplex 1 del servizio pubblico nell’area di servizio dell’impianto di Guadamello, al confine tra Lazio e Umbria, sono state prontamente segnalate al competente Ispettorato territoriale del Ministero dello Sviluppo economico, perché rimuova le interferenze stesse».

«Meglio che in passato» «Più in generale – comunica Viale Mazzini – Rai sta monitorando, d’intesa con le istituzioni locali, le condizioni di ricezione sul territorio, intervenendo laddove emergano specifiche segnalazioni di problemi, nel contesto di uno switch off che nella regione Umbria si è concluso in modo largamente positivo. Nel recente passaggio al digitale terrestre nella regione Umbria, la qualità del servizio Rai è migliorata rispetto all’analogico, con un aumento della popolazione servita».

Ronconi: «I problemi emergono» Il capogruppo Udc al consiglio provinciale di Perugia cita la nota della tv di Stato per dimostrare che «migliaia di utenti umbri non riescono più a ricevere i canali Rai». «Questo – aggiunge – avviene a causa di problemi tecnici che interessano alcuni ripetitori e per essere risolti necessitano anche di un intervento da parte del ministero competente. Purtroppo l’inconveniente necessita per essere risolto, così come mi è stato riferito nel corso della interlocuzione con il responsabile Rai, di alcuni mesi determinando ulteriori disagi ai cittadini».

«Meno trionfalismi della Regione» «Stupisce – dice ancora Ronconi – come le istituzioni umbre e particolarmente la Regione con l’assessore competente  non abbia ad oggi protestato per il grave inconveniente che danneggia i diritti di tanti cittadini che pure pagano il canone Rai. La Regione – conclude – manifesti meno trionfalismo ed eserciti più realismo».

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