di Daniele Bovi

Slitta l’obiettivo e slittano anche le multe. Grazie al collegato ambiente alla Legge di stabilità in discussione in queste settimane infatti, che sposta l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata al 31 dicembre 2020, gli Ambiti territoriali della regione tirano un sospiro di sollievo e vedono allontanarsi il pagamento di multe per oltre 300 mila euro. Le sanzioni erano previste nel Piano regionale dei rifiuti del 2009: per chi nel 2012 non aveva raggiunto il 65%, da 2 a 5 euro in più per ogni tonnellata finita in discarica. Totale, 321 mila euro così distribuiti: oltre 23 mila euro all’Ati1 (Alta Umbria), 63 mila a quello 2 (Perugino), 87 mila al 3 (Foligno-Spoleto) e ben 147 mila al 4 (il territorio della provincia di Terni). Lunedì la giunta regionale era chiamata a discutere il regolamento contenente le modalità attraverso le quali applicare le sanzioni ma, con tutta probabilità, nonostante l’avvio del procedimento il dossier finirà in un cassetto.

65% nel 2020 Se la Legge di stabilità verrà approvata così com’è l’obiettivo verrà spostato al 2020 e quindi addio sanzioni. Palazzo Chigi nel licenziare il testo ha parlato di un necessario adeguamento del dato normativo a quello reale (attualmente assai più basso del 65%, l’Umbria viaggia intorno al 50%) e per evitare che i Comuni incorrano nelle multe correlate al mancato raggiungimento. Lo scopo è invece quello di incentivare le amministrazioni che raggiungono i tetti fissati e che verranno premiati con il pagamento di solo il 20% del tributo regionale rispetto ai rifiuti che vengono gettati in discarica. Per quelli che non raggiungono gli obiettivi invece vengono stabilite delle misure addizionali al tributo. Tutto il gettito, tributo e addizionali, dovrebbe finire in un fondo che le Regioni devono utilizzare per incentivare il mercato del riciclo e la green economy.

Piano rifiuti Un altro grande capitolo che invece dovrà essere affrontato nei prossimi mesi è quello dell’aggiornamento del Piano rifiuti. Promesso dalla giunta per l’estate, giace ancora negli armadi pur essendo pronto. O almeno così giurano da palazzo Donini. Il nodo infatti va sciolto politicamente dentro la maggioranza di centrosinistra. Sebbene ancora non sia stato presentato il modo ufficiale, l’aggiornamento fra le altre cose dovrebbe contenere la possibilità dell’utilizzo, in una serie di impianti della regione (compresi i cementifici), del cosiddetto Css, il Combustibile solido secondario. Composto da frazione secca, rifiuti bioessiccati e scarti provenienti dal processo di recupero dei materiali (cioè dalla differenziazione), può viaggiare tranquillamente non come un rifiuto ma come una merce (come un combustibile qualunque appunto) per essere bruciato nei cementifici. L’ala sinistra della coalizione ha già spiegato la sua contrarietà all’ipotesi ma ora occorrerà trovare una mediazione per sistemare l’ultimo tassello del puzzle: detto no all’inceneritore infatti serve capire come chiudere il ciclo dei rifiuti nella regione.

Efficienza energetica Riguarda invece il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici il bando attraverso il quale a cinque comuni della regione andranno 1,5 milioni di euro per realizzare una serie di interventi. Il Comune di Torgiano (278.276,75 euro) riqualificherà il Palasport comunale, i Comuni di Sant’Anatolia di Narco (300 mila euro) e di Magione (253.872 euro) il Palazzo comunale, mentre quelli di Trevi e di Perugia hanno in progetto interventi di miglioramento dell’efficienza energetica di edifici scolastici tra cui il polo scolastico di Trevi (280.714,87) e la scuola dell’infanzia di Ramazzano (225.576,24).

Azione centrale «Attraverso questo bando – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Silvano Rometti – si rendono fruibili le ultime risorse disponibili nell’ambito dell’attuale programmazione dei fondi europei assegnati all’Umbria per il periodo 2007-2013 e, contemporaneamente, si anticipa anche quella che sarà l’azione centrale della strategia regionale per la programmazione 2014-2020, che vedrà la promozione dell’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici pubblici anche attraverso un utilizzo intelligente dell’energia e una valorizzazione delle fonti rinnovabili, tra i punti di primo piano. A tal fine saranno messe a disposizione dei Comuni, nuove e più consistenti risorse».

Twitter @DanieleBovi

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