di Gabriele Antonini e Giorgia Olivieri
La raccolta differenziata in Umbria ha raggiunto nel 2021 il 66,95 per cento dei rifiuti totali registrando un leggero miglioramento rispetto al 2020, anno in cui si aggirava al 66,2 per cento. Il bilancio è stato tracciato dall’Arpa che ha aggiornato recentemente gli ultimi dati riferiti all’ultimo trimestre de 2021; numeri analizzati da Umbria24 per ricavare una mappa comune per comune.
Non progredisce l’area Foligno-Spoleto Seppur di poco, è solo l’ambito Foligno-Spoleto a non aver registrato un aumento rispetto alla media dei rifiuti differenziati nel 2021 rispetto ai dati del 2020. L’ambito di Terni-Orvieto, infatti, ha conquistato ben 2 punti percentuali alla fine dello scorso anno rispetto al precedente, passando da una media di 71,5 al 73,2 per cento. Il dato supera anche l’obiettivo regionale fissato per ogni area al 72,3 per cento. Segue poi l’ambito di Perugia-Trasimeno, che cresce di soli 0,4 punti arrivando così al 69,3 per cento, e l’ambito di Città di Castello che guadagna due punti, da 64,8 al 66 per cento. L’area meno riciclona, la Foligno-Spoleto, è sotto di oltre dieci punti, con un dato del 55,3 per cento per il 2021 contro un 55,55 dell’anno precedente.
Terni batte Perugia Andando a vedere le differenze tra le due principali città umbre, si può notare che i risultati di Terni sono migliori rispetto a quelli di Perugia: il capoluogo di regione, infatti, fa registrare un livello di differenziazione dei rifiuti del 71 per cento, ben più basso rispetto al 74,5 per cento dell’altro capoluogo. Tra le cittadine invece i risultati migliori arrivano da Narni, Todi e Bastia Umbria con dei livelli rispettivamente del 75,9, del 74,2 e del 73,8 per cento. I valori più bassi si registrano a Spoleto e Città della Pieve che differenziano meno del 60 per cento dei rifiuti totali (58,8 e 59 per cento).
I top e i flop In testa alla classifica dei comuni si confermano Calvi dell’Umbria, con l’88,4 per cento di raccolta differenziata, Otricoli, con l’86,9 per cento, e Arrone, con l’82,3 per cento; un podio tutto ternano. Si trovano invece nel Perugino i tre comuni con il dato più basso: all’ultimo posto della classifica ci sono Sellano (9,7 per cento), superato da Monteleone di Spoleto (12 per cento) e da Scheggino (14.1 per cento). Mentre i tre comuni in vetta alla classifica non superano i 3 mila abitanti ciascuno, i tre nelle posizioni più basse non arrivano nemmeno a mille l’uno. Assente dalla classifica, infine, il comune di Poggiodomo, il più piccolo dell’Umbria, che non ha segnalato i propri dati ad Arpa.
