Bidoni per la raccolta differenziata

di Dan. Bo.

Un leggero progresso dopo anni di crescita molto sostenuta e un’Umbria che, in materia di raccolta differenziata, si conferma a due velocità. Secondo i dati 2014 dell’assessorato all’Ambiente infatti, la media regionale si attesta al 50,6 per cento dopo il 48,5 per cento del 2013 ma la situazione è molto differente a seconda dei territori. Al primo posto c’è l’Ati 2, ovvero tutta la zona del Perugino (che è anche la più popolosa della regione) ormai al 60 per cento, con una crescita del 3,2 per cento rispetto al 2013 (+6 per cento se si guarda al 2012); al secondo posto c’è l’Ati 1 (Alto Tevere) con il 51,4 per cento (+1,3 per cento rispetto al 2013 e +4 per cento sul 2012); poi, con un distacco ampio, arriva l’Ati e (Spoletino-Folignate) con il 43,4 per cento e una crescita rispetto all’anno scorso del 2,8 per cento (+2 per cento se si guarda al 2012); ultimo, come gli anni scorsi, l’Ati 4, ovvero la zona di Terni, con il 39,4 per cento e un progresso sostanzialmente nullo in confronto al 2013 (+0,2 per cento).

Produzione Insomma, sono ancora molte le zone dell’Umbria dove il dato è ancora insoddisfacente. Se si guarda invece alla produzione di rifiuti, nel 2014 ogni umbro (ma al dato vanno aggiunti anche studenti non residenti e turisti) ha prodotto 508 chili di immondizia, sette chili in meno del 2013; 539 chili a testa invece se si considerano solo i residenti. Un numero ancora più alto della media nazionale (505 chili) e di quella europea (498 chili). Complessivamente si parla di 484.483 tonnellate contro le 487.730 del 2013; in termini percentuali, un calo dello 0,67 per cento. «La flessione segue quello, più marcata, degli anni precedenti dovuta in parte – osserva la Regione -, alla diminuzione dei consumi derivante dalla crisi economica, ma anche alla riorganizzazione dei servizi di raccolta domiciliare che, laddove correttamente effettuata, limita le possibilità di assimilazione ai rifiuti urbani di quote di rifiuti di provenienza extra-domestica». Anche in questo caso però il dato è disomogeneo sul territorio.

LE TABELLE CON I DATI

Dato disomogeneo L’Ati 2 produce quasi la metà di tutti i rifiuti della regione: 205 mila tonnellate mentre nel 2013 erano 208 mila. Nell’Ati 1 invece aumentano (da 67 mila a 67.900) così come nell’Ati 3 (da 89.700 a 91.700) mentre nell’Ati 4 sono state prodotte tremila tonnellate in meno (da 122 mila a 119 mila). I segni più nei due Ati secondo palazzo Donini sono da collegare probabilmente all’«effetto di diverse modalità di computazione tra i 4 Ati dei rifiuti delle attività commerciali e industriali nel circuito di gestione dei rifiuti urbani». A proposito delle diverse performance sulla differenziata invece la Regione spiega che «penalizza la media regionale il perdurare di ritardi nella riorganizzazione dei servizi di raccolta nell’Ati 3 e in particolare nell’Ati 4, sostanzialmente fermo al risultato conseguito nel 2013».

RIFIUTI DAL LAZIO, LA REGIONE CHIUDE LE PORTE

I Comuni Per quanto riguarda il comuni, tra quelli con popolazione superiore ai 10 mila abitanti, nei quali risiedono i tre quarti della popolazione regionale e nei quali pertanto si producono i tre quarti del totale della produzione dei rifiuti, si segnalano i risultati di eccellenza raggiunti a Umbertide, Bastia, Marsciano e Todi che grazie al completamento della riorganizzazione dei servizi di raccolta domiciliare hanno superato l’obbiettivo del 65% fissato dal Piano Regionale. Di rilievo anche il risultato conseguito da Perugia, che ha per la prima volta superato il 60 per cento. Tredici città hanno già superato l’obiettivo del 65 per cento fissato dal Piano regionale (Bettona, Umbertide, Torgiano, Bastia Umbra, Lisciano Niccone, Giano dell’Umbria, Fratta Todina, Montecastrilli, Marsciano, Todi, Alviano, Montecastello di Vibio e Fossato di Vico) ed altre 19 che hanno comunque superato l’obbiettivo del 50 per cento (Collazzone, Panicale, Gualdo Cattaneo, Deruta, Montecchio, San Venanzo, Cannara, Massa Martana, Campello sul Clitunno, Perugia, Corciano, Attigliano, Piegaro, Città della Pieve, Gualdo Tadino, Castiglione del Lago, Valfabbrica, Paciano e Foligno).

DIFFERENZIATA, I NUMERI DEL 2013

Nel 2020 68 per cento Guardando invece ai diversi tipi di rifiuti raccolti attraverso la differenziata, aumenta ancora l’organico, mentre cala anche se in modo lieve la quantità degli otri rifiuti «presumibilmente – sostiene palazzo Donini – a causa di minori quantità di rifiuti assimilati e della permanenza di cassonetti stradali per i rifiuti indifferenziati». L’obiettivo del 68 per cento la Regione, come spiega l’assessore all’Ambiente Fernanda Cecchini, lo vuole centrare entro il 2020 e a breve si terrà un tavolo proprio sulla differenziata con i rappresentanti di tutti e quattro gli Ati, così da capire come si può accelerare in quelle aree dove si va a rilento. L’assessore poi ribadisce anche quanto previsto nell’aggiornamento al Piano dei rifiuti, ovvero che si procederà con la produzione di Css (il Combustibile solido secondario) in Umbria, da bruciare poi in impianti fuori regione.

Twitter @DanieleBovi

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