Cassonetti per la differenziata

di Antioco Fois

Dieci controlli al giorno, oltre 3mila l’anno. Ma solo in un caso sospetto su 5 è riscontrata un’infrazione. Poi delle irregolarità accertate meno di una su 3 è riconducibile a un sospetto. Quindi su 20 verifiche è possibile trovare un solo presunto responsabile. E per finire nella lista dei sanzionati basta un indizio, un elemento che colleghi l’errato conferimento dei rifiuti alla persona da multare. Difficile è dire poco il lavoro delle guardie ecologiche di Gesenu, che indagano a tutto campo su chi è sospettato di eludere le regole della raccolta differenziata, macinando multe al ritmo di 20mila euro l’anno. Nel corso del 2013, dati alla mano, gli ausiliari di polizia ambientale hanno elevato 202 contravvenzioni da 100 euro, a fronte di 3mila 291 controlli e 715 irregolarità riscontrate. Il più del lavoro, insomma, non porta a una pista utile, non dà esito, mentre in presenza di un indizio si cerca di andare fino in fondo. Così scatta la procedura: una telefonata a casa del presunto inquinatore urbano e un appuntamento per notificare la multa a domicilio, con tanto di documentazione fotografica dei rifiuti incriminati.

Alla caccia di prove Le sentinelle della Gesenu, in borghese, armate di telefonino e macchina fotografica, indagano sui casi di mala-differenziata, scavano, ma soprattutto rovistano nei sacchetti conferiti in maniera errata. Cercano prove, qualsiasi elemento che possa collegare quel corpo del reato formato sacco nero plastificato al soggetto da multare. La pista più comune che porta a una sanzione è quella delle bollette o di qualsiasi cedolino prestampato ritrovato all’interno di un sacchetto di rifiuti, abbandonato per strada, gettato nel cassonetto sbagliato o riempito con spazzatura non differenziata correttamente. Una prova che indichi un nome e un indirizzo e dia così una possibile identità al responsabile dell’infrazione.

Il caso Basta citare un caso segnalato al nostro quotidiano per capire come un indizio possa presto assumere il valore di prova. La vicenda riguarda un neoresidente di Perugia, contattato da Gesenu e poi multato, in seguito al ritrovamento in centro storico di un sacchetto dei rifiuti abbandonato in strada, con all’interno un modulo compilato con i dati anagrafici del presunto furbetto della differenziata. Ma questo si difende: «Chiunque ha i miei dati, agenzie immobiliari, partner lavorativi o compagnie telefoniche avrebbe potuto gettarli nella spazzatura. Il fatto che su quei fogli ci fosse il mio nome non è una prova». Difesa accorata e plausibile, ma intanto la multa da 100 euro è già stata notificata. Se crede produca una memoria difensiva o chieda un’audizione in Comune, gli è stato risposto. Insomma, l’onere della prova in questo caso spetta alla difesa.

Formato condominio Altra stranezza delle multe di Gesenu è che esistono anche in formato condominiale. Proprio così, nel caso un’infrazione sia relativa ai cassonetti condominiali la sanzione viene elevata a tutto il condominio, erga omnes, a prescindere da chi ne sia il responsabile. «I secchi condominiali – spiegano da Gesenu – sono affidati all’amministratore, cui sono intestate anche eventuali sanzioni», che puntualmente dividerà per il numero di condomini (in base alle quote millesimali? Ci sarebbe da chiedersi). In pratica se il tuo dirimpettaio di pianerottolo non fa la differenziata la multa la paghi anche tu, che magari spulci e separi i rifiuti alla perfezione.

Contenzioso basso «In ogni modo – continuano da Gesenu – il livello di contenzioso è molto basso, generalmente l’autore dell’abbandono dei rifiuti ammette l’infrazione. È comunque legittimo fare ricorso». Nel piano finanziario 2014 dell’azienda specializzata nella raccolta dei rifiuti si sottolinea invece tutta la difficoltà ad arrivare a un’identificazione certa dei responsabili della mala-differenziata. «Permane – si legge nel documento – la evidente difficoltà ad individuare gli autori delle violazioni che, per loro natura, sono anonimizzate ab origine: a meno che non venga colto in flagranza, ben difficilmente si potrà risalire a colui che ha compiuto una violazione (i rifiuti non hanno numeri di targa o altri elementi che ne consentano l’associazione certa con il produttore)».

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One reply on “Differenziata, a Perugia 20 mila euro di multe all’anno. Basta un indizio e scatta la sanzione”

  1. A quanto ammonta la sanzione essendo il doppio del minimo .Non è un commento ma una domanda. Chi lo sa può rispondere? Grazie

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