Il diabete è ormai una vera e propria pandemia, spesso associata all’obesità, sia nelle persone mature che nei giovani. Solo la prevenzione e una sana alimentazione può aiutare a combatterlo, promuovendo uno stile di vita sano. Se ne è parlato nel corso di un convegno dal titolo «Alimentazione e sport» a Perugia presso la sede del Comitato regionale Umbria della Federcalcio. Al centro dei lavori la dieta migliore per l’attività agonistica. L’iniziativa si è svolta nell’ambito del programma di formazione di quanti operano a vario titolo nelle società dilettantistiche dell’Umbria (medici, dirigenti, e quadri tecnici).
Repace Ad aprire il presidente del Cru Luigi Rapace «Abbiamo accolto con favore questa iniziativa – ha detto – concedendo il nostro pieno appoggio perché, come più volte sostenuto, come movimento sportivo abbiamo in primo luogo a cuore la salute dei nostri giovani. Salute e perevenzione vanno in simbiosi da sempre e sotto questo aspetto ci siamo impegnati in campagne di sensibilizzazione per dotare le nostre societa” non solo di apparecchiature salva vita come i defibrillatori. Anche all’interno del nostro centro esistono infatti macchinari e professionisti che si occupano di monitorare la salute di quanti praticano lo sport». Il professor Gabriele Perriello, della struttura complessa di medicina interna e scienze endocrine e metaboliche dell’ospedale S.Maria della Misericordia ha quindi svolto una relazione sul tema “La dieta negli sportivi. quantità e qualità dei nutrienti e non nutrienti”.
Clerici Poi il dottor Carlo Clerici, dirigente medico della gastrenterologia, si è invece soffermato sull’efficacia della pasta al germe di soia, nuovo alimento «salutistico per gli sportivi». «L’alimentazione – ha detto Clerici – è parte integrante e fondamentale dei processi di allenamento e di recupero in un soggetto sportivo. Un’alimentazione scorretta può compromettere la prestazione sportiva e nel caso di un imponente stress fisico la produzione di radicali liberi se non si usa una corretta dieta anche ricca di sostanze antiossidanti può provocare a lungo andare danni anche alla salute di chi pratica sport a livello agonistico. Ad esempio una delle cause più frequenti di morte nei soggetti che praticano sport competitivi sono le malattie cardiovascolari per la deposizione del colesterolo (cattivo) Ldl ossidato nelle pareti delle arterie. La pasta al germe di soia per la presenza di pregiati carboidrati complessi per la sua alta digeribilità, per il suo potente potere antiossidante e per la sua azione antinfiammatoria rappresenta una alternativa per una corretta dieta de chi pratica sport sia a livello professionistico che martoriale».
Setchell All’incontro è inoltre presente il prof. Kenneth Setchell, direttore del dipartimento di pediatria dell’Università Cincinnati Ohio (Usa), che ha firmato una ricerca congiuntamente al con Clerici pubblicata nella prestigiosa rivista scientifica internazionale Diabetes care, il quale è intervenuto sul tema: “La pasta al germe di soia per la prevenzione e cura del diabete di tipo II”. Setchell ha ricordato come da 15 anni sia in atto la collaborazione con il dott. Clerici. Un progetto che ha comportato un importante lavoro scientifico – è stato detto – sia per la messa a punto del processo di pastificazione della pasta al germe di soia, sia per la mole di dati sperimentali rilevati nell’uomo dopo l’assunzione di tale alimento. «Attraverso un particolare processo di pastificazione studiato scientificamente – ha sostenuto l’esperto americano -, alcuni enzimi contenuti nella semola di grano duro stimolano l’attività’ biologica degli isoflavoni composti naturali benefici presenti nel germe di soia in forma inattiva».
La pasta e i benefici Setchell ha inoltre sottolineato che «la pasta al germe di soia possiede un indice glicemico più basso rispetto a quella convenzionale, aumenta l’elasticità dei vasi sanguigni, riduce la pressione arteriosa, riduce l’omocisteina e il colesterolo Ldl-ossidato (responsabile della sua deposizione nei vasi sanguigni), aumenta la capacità antiossidante totale». «Ma la novità sostanziale sempre accertata scientificamente e presentata in due recenti congressi di livello internazionale – ha proseguito – testimonia il miglioramento dello svuotamento gastrico nei pazienti affetti da neuropatia diabetica dopo assunzione della pasta al germe di soia». Lo studio è stato realizzato anche dal professor Perriello. «I dati – ha detto – risultano molto incoraggianti. L’uso del germe di soia come antiossidante riduce infatti l’azione dannosa dei radicali liberi legati allo sviluppo delle complicanze del diabete».

