Si è svolto nei giorni scorsi in Umbria il seminario promosso da Legacoopsociali Umbria dedicato al rapporto tra democrazia e amministrazione condivisa. All’iniziativa hanno partecipato esperti nazionali, amministratori pubblici, rappresentanti del mondo cooperativo e delle istituzioni regionali e locali, con un confronto articolato sui modelli di collaborazione tra enti pubblici e Terzo settore. ll seminario si inserisce come giornata formativa, aperta a tutti, del Corso di alta formazione per la gestione delle cooperative sociali progettato e realizzato con Aris Formazione e Ricerca.

I lavori sono stati aperti dai saluti del presidente di Legacoop Umbria Danilo Valenti, seguiti dall’introduzione di Andrea Bernardoni, presidente di Legacoopsociali Umbria. Nei diversi panel si sono alternati, tra gli altri, Gianfranco Marocchi, direttore della rivista Impresa Sociale, rappresentanti di cooperative sociali umbre, amministratori dei Comuni di Assisi, Castiglione del Lago, Spoleto e Perugia, esponenti della Regione Umbria, dell’Università degli Studi di Perugia, di Confcooperative Federsolidarietà Umbria e di Anci Umbria.

Al centro del seminario l’idea che la democrazia sia un processo in evoluzione, esposto alle tensioni sociali, economiche e tecnologiche degli ultimi anni. Nel dibattito è stato richiamato il contesto segnato da crescenti disuguaglianze, trasformazioni digitali e concentrazione di ricchezza, fattori che alimentano disaffezione verso il voto e verso le forme tradizionali di partecipazione.

Accanto a queste criticità, sono state richiamate esperienze di partecipazione civica e di collaborazione tra enti locali e Terzo settore, anche in Umbria, attraverso strumenti come i patti di collaborazione, la co-programmazione e la co-progettazione, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione.

«In Umbria – ha affermato Andrea Bernardoni – si stanno sperimentando nuove forme di rapporto tra pubblico e privato che, attuando l’articolo 118 della Carta costituzionale, anziché applicare in modo acritico le ricette del neoliberismo percorrono la strada democratica del governo della complessità che si fonda sulla collaborazione. Attraverso i patti di collaborazione, la co-progettazione e la co-programmazione cittadini attivi ed enti di Terzo settore insieme a numerosi enti locali stanno praticando forme di amministrazione condivisa alternative al profitto e al mercato».

Dal lato dei Comuni, Costanza Spera per Anci Umbria ha sottolineato la necessità di innovare le modalità di gestione dei servizi pubblici: «L’amministrazione condivisa non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per innovare in maniera strutturale i nostri servizi. L’appalto è una procedura per molti aspetti superata. Coprogettare e coprogrammare con il territorio e con le cooperative sociali è un valore aggiunto per la qualità dei servizi rivolti ai cittadini».

Nel corso dell’incontro è emerso come le pratiche di amministrazione condivisa, pur diffuse in diversi territori italiani e anche in Umbria, non siano ancora diventate una politica strutturale né a livello nazionale né locale. Da qui l’invito, ribadito dagli organizzatori, a rafforzare strumenti e indirizzi che affianchino alle politiche della concorrenza anche politiche orientate alla collaborazione e alla partecipazione.

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