Il caso Cospito, il 41 Bis, sono le questioni sulle quali il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro è stato chiamato a rispondere, all’uscita dalla visita al carcere di Perugia, martedì mattina. Il caso nazionale ha tenuto banco anche sulle questioni che riguardano i penitenziari umbri. Delmastro con delega al Dap, sarebbe quel collega di partito e coinquilino di Giovanni Donzelli, il parlamentare che ha fatto esplodere il caso Cospito, rivelando in Parlamento, le comunicazioni captate in carcere, tra l’anarchico e alcuni esponenti mafiosi, informazioni che sarebbero riservate. Donzelli ha detto di averle chieste al collega Delmastro che era tenuto a dargliele in quanto parlamentare.
VIDEOINTERVISTA: PARLA DEL MASTRO
Delmastro a Perugia Davanti al carcere sulla questione afferma: «Lo sciopero della fame è un diritto per un detenuto (il riferimento è ovviamente a Cospito che così protesta da 3 mesi contro il 411 bis), ma non riuscirà a scardinare un sistema di lotta contro la criminalità organizzata che ereditiamo da Falcone e Borsellino. Sul 41 bis non arretreremo». E alla domanda: «e le sue condizioni peggioreranno? «E’ costantemente monitorato gli assicuriamo le migliori condizioni di assistenza sanitaria che si devono». Non c’è carcere che non presenti sovraffollamento di detenuti e scarsità di mezzi. Come a Perugia: «Il personale è sotto organico – aggiunge Delmastro – e ci sono troppi detenuti stranieri. Il refrain della destra non è lo svuota carcere ma l’esecuzione della detenzione nei paesi di provenienza. Qui abbiamo una sessantina di detenuti che provengono da Albania e Romania, paesi con i quali ci sono gli accordi per cui la detenzione può essere scontata al paese loro. Ogni detenuto costa 137 euro al giorno, per 20 mila detenuti in Italia, per 360 giorni: abbiamo i soldi per fare un mega piano di edilizia penitenziaria, se li trasferiamo al loro paese».
Le Rems Ritorna il tema della Rems, con risposte non puntuali però: «Ci stiamo coordinando con la Regione, perché è giusto chiudere ospedali psichiatrici giudiziari ma non per metterli nei padiglioni normali a flagellare la vita di altri detenuti o della polizia penitenziaria». Il collega, senatore Zaffini ha aggiunto: «Presto avremo la Rems in Umbria». Ma Delmastro tiene anche a fare sapere che i detenuti violenti «vanno immediatamente trasferiti». Sul sottosegretario Delmastro pende una mozione di sfiducia che ne chiede le dimissioni: «Vedremo cosa accadrà in aula», chiosa.
