Tredici tra professionisti, manager, ricercatori universitari, sindacalisti e studiosi provenienti da Turchia e Romania hanno fatto capolino ieri nel sito siderurigco di Terni per studiare le pratiche ambientali di Ast. A guidare la delegazione il porf Gaetanoo Cecchetti, ordinadio di Chimica dell’ambiente all’Università di Urbino e incaricato dal governo turco di «creare un progetto di rafforzamento delle capacità ambientali dei lavoratori turchi nel settore siderurgico».
Delegazione turca in Tk-Ast Capacity building of environmental management units in metal sector, questo il nome del programma di formazione aderente alla strategia Europa 2020, mira a creare un partenariato strategico tra parti sociali, istituti di ricerca, istituzioni educative ed accademiche, al fine di rafforzare la reciproca cooperazione e uno scambio proficuo di buone pratiche nel campo delle politiche ambientali. Nel dettaglio, il progetto prevede l’istituzione di una piattaforma informatica per la raccolta e lo scambio a livello comunitario di best practice in ambito ambientale che abbiano impatto nel settore metalmeccanico, della produzione automobilistica e degli elettrodomestici.
Buone pratiche ambientali Per il prof Cecchetti abbia scelto di accompagnare la delegazione in Ast è presto detto: «Conosco molto bene l’attività di Ast e il grande lavoro svolto dalle acciaierie in campo ambientale sia per quanto riguarda la protezione dell’ambiente esterno sia l’igiene dell’ambiente di lavoro. È un qualcosa – dice – che può essere considerato, se non un unicum, progetto davvero importante. Perciò la scelta non poteva che cadere su Ast, per consentire a questi colleghi turchi e rumeni di comprendere e osservare da vicino quelle che sono le difficoltà per giungere a delle buone pratiche ambientali».
