di Maria Giulia Pensosi

Uova di Pasqua, colombe, pizze di formaggio, pizze dolci. Terni, nonostante il rialzo dei costi di alcune materie prime che si ripercuote in alcuni casi anche sul prodotto finito, non rinuncia alla tradizione. Nei negozi del centro che vendono prodotti artigianali tipici del periodo, nei giorni precedenti alle festività sante, c’è stato movimento e i commercianti hanno cercato di andare incontro ai clienti calmierando gli aumenti e assicurando comunque un prodotto di qualità. Intanto, se i dolci artigianali resistono al caro prezzi, secondo Confartigianato imprese Terni, in Umbria, come in altre regioni d’Italia, cresce la difficoltà a reperire manodopera qualificata.

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Prodotti artigianali e caro prezzi Umbria24, pochi giorni prima di Pasqua, ha sentito un campione di attività commerciali del centro storico e limitrofe per capire l’andamento delle vendite dei prodotti artigianali tipici di questa festività. «Le vendite sono andate molto bene nelle mie ex attività di via Gramsci, piazza Dalmazia e nel panificio in via Papa Benedetto III – racconta Lucio Belli, presidente categoria Panificatori Confartigianato imprese Terni -. Proprio nei giorni scorsi mi ha telefonato una cliente di Assisi che stava venendo a Terni per prendere i prodotti, questi giorni (precedenti alla Pasqua ndr) sono state continue le telefonate. I negozi stanno lavorando bene. Penso che in generale in questo periodo abbiano lavorato anche le panetterie storiche della città». Soddisfatto anche il proprietario della Pasticceria Pazzaglia che, nei giorni prefestivi appena trascorsi, ha raccontato: «Stiamo vendendo molte torte di Pasqua sia dolci che salate, ne abbiamo vendute anche più dello scorso anno, anzi, le abbiamo quasi finite – confida Stefano Amici -. Per quanto riguarda le colombe e le uova la vendita è simile a quella del 2024, buona. Abbiamo tenuto i prezzi abbastanza bassi, certo siamo stati costretti ad aumentarli un po’ a causa dell’inflazione, ma in maniera contenuta». Diversi artigiani sentiti hanno spiegato di essere stati costretti ad aumentare i prezzi dei prodotti, ma hanno anche cercato di ‘aiutare’ il cliente contenendo, come possibile, gli aumenti: «Abbiamo cercato di assorbire noi una parte dell’importante aumento del prezzo del cioccolato – commenta Luca Calvani dell’omonima Cioccolateria -. Le vendite sono andate abbastanza bene, in linea con lo scorso anno. Quello che noto è che quest’anno magari una singola persona acquista meno prodotti, ma quelli che compra sono più ‘grandi’».

Uova, colombe e pizze di Pasqua Monia Paggi di Paggi & Serangeli ha notato di aver venuto più uova di Pasqua artigianali rispetto al 2024: «Anche noi abbiamo cercato di contenere i prezzi offrendo un prodotto di qualità ma andando anche incontro alla clientela. Credo che i cittadini si siano resi conto che un prodotto artigianale, anche se viene pagato un po’ di più rispetto a quello del supermercato, è un prodotto migliore. Al momento poi non credo ci sia tanta differenza di prezzo». Buone le vendite anche all’Enoteca Vino Vino: «Siamo partiti più lentamente rispetto al periodo di Natale, ma, nonostante gli aumenti, siamo soddisfatti delle vendite che rimangono sullo stesso livello dello scorso anno – spiega Fabrizio Fucile -. Hanno sofferto più le uova di Pasqua, ma comunque le abbiamo vendute».

Mancano pasticceri in Umbria Se gli artigiani del territorio, o almeno il campione sentito da Umbria24, non lamentano una flessione delle vendite dei prodotti tipici del periodo, quello che preoccupa Confartigianato imprese è la difficoltà a reperire manodopera qualificata: «Anche in Umbria il settore la tradizione artigianale della pasticceria continua a essere protagonista della Pasqua, trainata dalla qualità dei prodotti e dalla ricchezza del patrimonio agroalimentare – si legge in una nota -. Secondo l’ultima elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, l’Umbria conta 514 imprese attive nel settore dolciario artigianale, a conferma della forte vocazione regionale per la qualità e l’artigianato. La regione contribuisce a preservare e innovare le tradizioni dolciarie tipiche del periodo pasquale, come la ‘Ciaramicola’ e la ‘Pizza di Pasqua dolce’, simboli della nostra biodiversità gastronomica. Tuttavia, cresce anche in Umbria la difficoltà a reperire manodopera qualificata. Il 63,2% delle nuove assunzioni di pasticceri, panettieri e gelatai artigianali è considerato di difficile reperimento, un dato superiore alla media nazionale (58,7%) e tra i più alti a livello italiano. Si tratta di un segnale d’allarme che rischia di compromettere la trasmissione del saper fare artigiano, pilastro fondamentale dell’identità produttiva regionale».

Formazione professionale «A fronte delle tensioni sui costi delle materie prime come burro, cacao e caffè, i pasticceri umbri stanno dimostrando una straordinaria capacità di tenere sotto controllo l’inflazione sui prezzi finali, garantendo prodotti di qualità e limitando l’impatto dell’inflazione sui consumatori», continua la nota dell’associazione di categoria che poi punta sulla formazione degli artigiani: «È urgente investire in formazione professionale e incentivare l’ingresso dei giovani nelle professioni artigianali per sostenere un comparto che rappresenta una risorsa economica, culturale e turistica della regione e che contribuisce in modo rilevante all’identità umbra, così come conosciuta in Italia e nel mondo».

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