di M. R.
Dall’ufficio delle Relazioni esterne, la scorsa estate, è arrivata la call al geometra Emanuele Tonelli, che lavora da anni in Ast, all’impianto Aod2: «È possibile realizzare un crocefisso da mano in acciaio? È per un alto prelato». Qualche istante di esitazione, poi il 35enne ternano, laureato in disegno tecnico, accetta la sfida e si mette al lavoro; conclude l’elaborato grafico a casa e incassa l’approvazione della sua bimba di tre anni: l’idea piace anche all’amministratore delegato Massimiliano Burelli.
Crocefisso Ast per papa Francesco Quattro linee di fuga verso la parte centrale, realizzata in acciaio lucido a rappresentare la luce, quindi la fede. Applicando questa croce più piccola sopra una più grande, Tonelli ottiene un effetto di linee morbide adagiate su forme più schematiche e rese dinamiche dall’inclinazione su tutte e quattro le estremità. Tonelli ha immaginato una croce nel bel mezzo del caos di una città, sostanzialmente un incrocio nato dalla semplice disposizione di quattro palazzi che affacciano l’uno di fronte all’altro. La parte inferiore del crocefisso è stata realizzata in acciaio sabbiato, non solo per creare il contrasto che Tonelli cercava, ma anche per evitare il rilascio di impronte nell’atto di impugnare il crocefisso largo 12 cm e lungo 20.
Acciai speciali Terni In soli due giorni, gli addetti ai lavori hanno portato a termine l’opera riuscendo a soddisfare appieno l’ingegner Burelli che è andato di persona a complimentarsi col geometra 35enne che si è avvalso delle straordinarie capacità di due operai dell’Officina meccanica di Ast. Il progettista del crocefisso Tonelli: «Veri e propri artisti, sono riusciti in una saldatura su un pezzo di acciaio spesso pochi millimetri». È ancora emozionato a ripensarci: «Un’esperienza bellissima, non sapevo che quella croce sarebbe arrivata in mano a papa Francesco». E invece è andata proprio così, quel crocefisso in acciaio inox è partito da viale Brin ed è stato consegnato alla Città del Vaticano.
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