Tutto quello che non bisogna fare in materia di comunicazione quando si verifica una calamità , una situazione di emergenza. Una sorta di decalogo degli errori commessi in passato in situazioni di emergenza da grandi aziende o amministrazioni pubbliche in materia di comunicazione.
Comunicazione Comunicare in emergenza è una necessità, una priorità assoluta, seguendo criteri codificati, che attengono la utilità dei messaggi, la chiarezza; messaggi che debbono puntare alla trasparenza . «Ogni volta che si deroga da questi principi – ha sostenuto Stefano Cianciotta, esperto in Relazioni Pubbliche e docente universitario a Teramo – si ingenera confusione nel cittadino, si mette in gioco la reputazione dell’Azienda o dell’Ente che ha obblighi precisi per informare».
Gli esempi Nella sua relazione Cianciotta ha ricostruito, con l’ausilio di filmati, articoli di stampa, comunicati, due gravi eventi che hanno scosso l’opinione pubblica, con conseguenze mortali per alcuni dipendenti di grandi aziende. E’ stato dapprima riproposto l’incendio che si sviluppo a Torino alla Tyssen Krupp nel Dicembre del 2007 , quando persero la vita sette operai , con una comunicazione ufficiale dell’Azienda tedesca cinque giorni dopo l’accaduto, e , successivamente, gli eventi, anche quelli mortali , accaduti in tempi diversi negli stabilimenti della Saras, in Sardegna, di proprietà della famiglia Moratti. Il ben diverso modo di comunicare i fatti accaduti sono stati analizzati e sottoposti ad una platea di oltre cento rappresentanti della Regione Umbria, del sistema regionale della Protezione Civile,Vigili del Fuoco, rappresentanti di Aziende Sanitarie ed Ospedaliere , responsabili del Servizio 118 , Comuni e Province. Gli interventi dei partecipanti al seminario sono stati di notevole efficacia per un confronto necessario a scandire le varie tematiche che gli operatori sviluppano prima, durante e dopo gli eventi di emergenza. Il il Seminario ha comunque evidenziato come in Umbria la protezione civile ha svolto sempre con efficacia il proprio compito.
L’esempio dell’Aquila Nella seconda parte del Convegno l’avvocato Fabio Alessandroni ha sviluppato la parte giuridica del seminario , incentrando il suo intervento sul terremoto dell’Aquila del 2009 con commento alla recente sentenza di condanna emessa nei confronti dei componenti la Commissione Grandi rischi emessa dal Tribunale del capoluogo abruzzese. «Una sentenza che farà giurisprudenza e che potrà modificare i comportamenti delle istituzioni chiamati a gestire emergenze e stato di crisi», ha sostenuto il giurista.
Le conclusioni «La giornata formativa ha voluto esaminare e discutere le regole da seguire per prevenire e dare gli strumenti per affrontare le situazione di emergenza – ha commentato Alberto Naticchioni, amministratore unico della scuola di formazione di Villa Umbra – .L’obbiettivo da perseguire è di fornire a tutti gli operatori gli strumenti per prendere decisioni rapide, risolutive dal punto di vista comunicativo. E’ emerso chiaramente dal seminario –ha concluso Naticchioni – che le amministrazioni pubbliche che hanno sviluppato piani e procedure per gestire efficacemente la comunicazione in situazione di crisi, hanno migliorato la propria reputazione precedente l’emergenza».
