Corte costituzionale

di Daniele Bovi

Dai direttori generali delle aziende sanitarie alla raccolta dei funghi, dai contributi alle associazioni e alle cooperative del settore agroalimentare al divieto di coltivare piante transgeniche fino alla pianta organica delle farmacie. Il governo nel corso dell’ultima riunione del consiglio dei ministri ha deciso di impugnare di fronte alla Corte costituzionale due degli atti adottati recentemente dal consiglio regionale umbro, ovvero il testo unico della sanità e quello dell’agricoltura. Molti i punti messi nel mirino dal ministero per gli Affari regionali, sia per quanto riguarda il primo testo unico che per il secondo.

Sanità Partendo da quello della sanità (frutto di un lungo lavoro che riunisce tutte le leggi regionali che si occupano di sanità e servizi sociali) le sottolineature sono nove. La prima attiene la nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie: la legge umbra pone un limite d’età (65 anni), mentre quella nazionale non ne prevede alcuno. Poi ci sono i collegi sindacali, che possono avere un massimo di tre membri e non cinque come stabilito dal testo unico. L’impugnazione riguarda anche l’istituzione della Consulta tecnico-scientifica per il sistema regionale del sangue, una duplicazione di organi e competenze secondo il ministero dato che gli stessi compiti sono affidati alla Struttura regionale di coordinamento della rete trasfusionale.

Farmacie e randagismo Il testo unico inoltre prevede contributi per associazioni come l’Avis o simili: secondo la legge però Regioni e Province devono darli rispettando un accordo che è valido per l’intero territorio nazionale. Quanto alle farmacie (il testo unico dice che la pianta organica è approvata dal consiglio regionale su proposta della giunta), il governo spiega che la competenza nell’individuazione delle nuove sedi è in mano ai Comuni, mentre le Regioni sono competenti solo in caso i municipi non decidano. Nel mirino, in tema di randagismo, finisce anche l’obbligo di tatuare i cani catturati: per loro però, è detto nell’impugnazione, la strada da seguire è quella dell’applicazione di un microchip, non del tatuaggio. Da ultimo viene bocciata anche la norma che riguarda l’obbligo da parte dei veterinari di segnalazione (alle autorità sanitarie e al sindaco) di casi di avvelenamento: la segnalazione, spiega il governo, va fatta anche nel caso ci siano soltanto sospetti e non solo quando il caso sia accertato.

Agricoltura Quattordici invece sono gli appunti che il ministero fa a proposito del testo unico dell’agricoltura. Buona parte dell’impugnazione riguarda il riconoscimento delle associazioni di produttori sulla base di una serie di parametri fissati da palazzo Donini. A riconoscere queste organizzazioni però, con tanto di elenco, è l’Ue. Quindi Stati e Regioni non hanno alcuna discrezionalità, mentre riguardo ai parametri è il Ministero a fissarli, anche se di concerto con le Regioni. Matita blu («si introduce una irragionevole discriminazione») arriva anche a proposito degli aiuti economici per le nuove coop con priorità per quelle formate da under 40. Relativamente agli ogm invece, nell’impugnazione si spiega che una Regione non può vietarne la coltivazione sull’intero territorio senza prima aver coinvolto la Commissione europea.

Ogm e lingua blu Inoltre, se quest’ultima ha dato il via libera alla somministrazione di cibo prodotto con ogm in mense pubbliche (dagli asili agli ospedali fino alle università), una regione non può decidere di vietarla. Niet anche a proposito degli aiuti (80 euro per ettaro per ogni anno fino a un massimo di cinque anni) dati per compost o letame, dato che si tratta di spese di funzionamento e non di investimenti. Nell’impugnazione si parla anche di lingua blu, malattia che ha colpito molti allevamenti di ovini nei mesi passati: in questo caso gli aiuti sono ammessi solo in casi direttamente connessi alla diffusione della malattia, e non per compensare danni conseguenza delle vaccinazioni come nel caso dell’Umbria. Da bocciare anche il pagamento di 50 euro al quale i non residenti in Umbria sono obbligati se vogliono raccogliere funghi. Questo, dice il ministero, assomiglia molto a una tassa di concessione che non può essere imposta solo a chi non abita in Umbria.

Marini: «Nessuna preoccupazione» «Non c’è nessuna preoccupazione per le osservazioni del Governo sui Testi unici sull’agricoltura e sulla sanità recentemente varati dall’Assemblea Legislativa dell’Umbria». E’ quanto afferma la presidente della Regione, Catiuscia Marini, in seguito alla decisione del Consiglio dei Ministri di giovedì scorso. «Attiveremo subito il tavolo di confronto con il ministero per gli Affari regionali – prosegue la presidente – per chiarire tutti i punti in discussione. Si tratta prevalentemente di aspetti meramente tecnici che normalmente emergono quando si assemblano, in un Testo Unico, numerose leggi regionali, alcune peraltro molto vecchie. Siamo dunque convinti, così come accaduto in altre circostanze analoghe, che il Tavolo tra Regione e Ministero consentirà di superare tutti i dubbi e dunque evitare ogni contenzioso di fronte alla Corte Costituzionale».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.