La fiaccola benedettina accolta dal Parlamento europeo. C’è il messaggio di pace e dialogo di San Benedetto ma anche il sostegno a Norcia piegata dal terremoto, nella fiaccola portata all’interno della sede istituzionale che quest’anno celebra il 60esimo anniversario dal Trattato di Roma anche con un summit in programma a fine marzo nel borgo umbro colpito dal sisma. Al fianco del vescovo Renato Boccardo anche i rappresentati religiosi e civili delle altre due città benedettine Subiaco (dove il santo è vissuto tre anni e ha fondato cenobi e meditato la Regola) e Cassino (dove ha scritto la Regola, dato vita ad altri monasteri, è morto ed è sepolto)

La fiaccola benedettina accolta dal Parlamento europeo A Bruxelles dall’8 al 10 marzo ha partecipato al gemellaggio nel nome del Patrono d’Europa una delegazione composta da circa settanta persone proveniente dai tre territori, tra loro anche il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, e il priore dei monaci di Norcia, Benedetto Nivakoff.  Ad accogliere la fiaccola all’Europarlamento alcuni rappresentanti eletti sia italiani che europei, il nunzio apostolico Alain Lebeaupin (ambasciatore della Santa Sede per l’Unione europea) e naturalmente il presidente Antonio Tajani che, dopo aver ribadito che il 24 marzo prossimo a Norcia ci sarà l’incontro dei presidenti dei gruppi dell’Europarlamento e l’Ufficio di presidenza, ha voluto ricordare il terremoto che ha colpito l’Italia centrale e Norcia in particolare: «Le prove della città natale di San Benedetto non sono finite perché – ha detto – dopo la distruzione c’è la ricostruzione, cChe non è mai facile. L’Europa in questo frangente c’è ed è vicina ai suoi cittadini». E poi: «San Benedetto – ha affermato Tajani – è un faro per noi europei, deve indicarci la strada mentre il terrorismo non è ancora sconfitto del tutto, il dialogo sembra interrotto in molti luoghi del mondo devastati dalla guerra così come in alcuni territori europei che sentono più forte il bisogno di una realtà che cambia, di migrazioni potenti, di incomprensioni e conflitti che hanno alimentato i populismi. La Regola di San Benedetto ci riporta alle radici stesse della nostra storia e della nostra civiltà, quelle alle quali dobbiamo attingere nei momenti più delicati per ritrovare le ragioni del percorso verso il completamento della integrazione europea».

La messa nell’abbazia belga Il nunzio apostolico Lebeaupin, invece, ha invitato gli organizzatori a fare della fiaccola di San Benedetto un percorso di salvaguardia, e quindi di promozione, dell’identità europea e della solidarietà che ha sempre caratterizzato il vecchio continente e che oggi si sta lentamente perdendo. La delegazione ha quindi visitato la splendida Abbazia di Maredsuos a Denée (provincia di Namur) fondata nel 1872 da un monaco belga, Ildebrando de Hemptinne, e famosa per la sua birra e per i formaggi che vi sono prodotti. Nella cripta della chiesa abbaziale è stata celebrata la messa presieduta dall’abate di Montecassino e dal vescovo Boccardo: «Mi sembra particolarmente significativa la presenza in Belgio della fiaccola benedettina – ha detto il presule al termine della celebrazione – al Parlamento europeo abbiamo siglato un accordo di fraternità e di collaborazione tra le città benedettine di Norcia, Subiaco e Cassino. Ma soprattutto – prosegue il Presule – abbiamo voluto riaffermare l’attualità e la fecondità della Regola di San Benedetto. Nella ricostruzione dell’Europa ci rendiamo conto che c’è bisogno di ritrovare un’anima e San Benedetto con la sua intuizione di un umanesimo cristiano, cioè della centralità dell’uomo che nasce dalla centralità di Cristo, ha ancora qualcosa da dire al nostro Continente».

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