Dopo sette anni di lavoro in Italia come babysitter a Foligno, Erika l’anno scorso a luglio decide di tornare in Bolivia con il figlio Fernando, 14 anni, che nel frattempo era diventato tifoso dei ‘falchetti’e aveva imparato lo slang della città della Quintana. Era il luglio del 2014.
La storia Appena due mesi dopo, la vita riservava alla giovane donna due notizie: una lieta, e una terribile. Erika aveva appena saputo dai medici di Santa Cruz di aspettare un figlio quando, tre settimane dopo, nello stesso ospedale, veniva diagnosticato a Fernando una leucemia acuta. Nei sette anni che la donna aveva vissuto in Umbria, non conosceva il centro di specializzazione dell’Oncoematologia pediatrica del S. Maria della Misericordia, e, tantomeno del residence “Daniele Chianelli”, che accoglie le famiglie dei pazienti affetti da gravi patologie di tumori del sangue.
Il rientro in Umbria Una cugina della donna, che vive e lavora a Nocera Umbra, raccoglie l’allarme prende i contatti con i medici della struttura guidata dallo specialista Maurizio Caniglia, e poi con Franco e Luciana Chianelli, che accolgono Erika e Fernando, questa volta costretti a tornare in Italia, per curarsi. «Laggiù Fernando non avrebbe avuto speranze – racconta la giovane donna all’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia – perché l’assistenza non è quella che si trova in Italia, e le terapie sono a pagamento». Lunghi mesi di cure per Fernando, che ancora oggi è sottoposto a chemioterapia e non ha mai lasciato il letto del reparto. Erika si è invece sdoppiata nell’assisterlo e nel portare avanti la gravidanza. Tre giorni fa è diventata mamma di una bambina di 3.80 kg nella struttura di Ostetricia diretta da Giorgio Epicoco. Due fiocchi Rosa uno sulla porta della camera dell’ospedale, e uno al Residence “Daniele Chianelli”, dove è tornata oggi con la bambina, che ha chiamato Luciana in segno di riconoscenza verso Luciana Chianelli, che è stata la sua amica del cuore per tutto questo tempo, che ne ha raccolto le confidenze, le ansie, ed ora la gioia.
Fernando «Le terapie di Fernando vanno avanti, e saranno ancora lunghe, ma i medici dicono di avere fiducia ed io, che sono credente, sono sicura che ce la farà. Intanto anche Fernando ha provato una grande gioia per la nascita della sorellina». Nel piccolo appartamento del residence Chianelli assegnato a Erika, adesso c’è anche una culla, ma soprattutto c’è il calore di tanti volontari dell’associazione, che hanno adottato quella bambina e che tengono lontano la nostalgia.
