«La sanità è un diritto universale per tutti». Questo l’appello della Cgil, Cisl e Uil di Terni che hanno deciso di scendere in piazza per manifestare le proprie ragioni «a difesa dei servizi socio sanitari per il bene dei cittadini e cittadine di questa comunità». I sindacati danno appuntamento venerdì 14 aprile alle 16.30.

Manifestazione in piazza Le richieste dei sindacati toccano vari punti, dalla prevenzione, alle strutture, alle case di comunità con focus sul personale e liste di attesa: «La centralità della salute della persona deve essere intesa come benessere e non solo assenza di malattia – spiegano Cgil, Cisl e Uil -. È necessario potenziare la prevenzione per evitare che gli ospedali si trasformino in luoghi di assistenza rafforzando i distretti sanitari, potenziando la rete dei medici di base per favorire telemedicina e cure domiciliari. Chiediamo di riorganizzare il sistema della salute nella provincia ternana, con un equilibrio di risorse tra ospedali, territorio e prevenzione, diverso ruolo dell’università e della ricerca. Garantire strutture efficienti e moderne, attraverso l’avvio dei lavori del nuovo ospedale di Nari e Amelia, la riqualificazione dell’ospedale di Orvieto, la ristrutturazione dell’ospedale di Terni. Serve una nuova organizzazione sanitaria territoriale, una nuova organizzazione funzionale della rete degli ospedali definendone ruoli, attività e missioni; di cogliere le opportunità delle ingenti risorse europee, a partire dal Pnrr, per avviare uno straordinario piano di investimenti su strutture, tecnologie e personale. Ospedali di alta specializzazione, territoriali e di comunità rappresentano la sfida per rispondere alle esigenze del cittadini. Vanno accelerati i tempi sulla costruzione delle case di comunità/salute che devono diventare la prima risposta per l’utenza (7 giorni su 7 e h24); di stabilizzare precari e garantire piena e buona occupazione. Formare, qualificare e valorizzare competenze e professionalità; pretendere che nei percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione ci siano tempi rapidi e certi. Sono intollerabili sia i tempi troppo lunghi, spesso anche le distanze kilometriche da percorrere, per accedere alle prestazioni che costringono cittadine e cittadini, di fronte ad urgenze, a rivolgersi ai privati». 

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