Brunello Cucinelli (foto archivio Fabrizio Troccoli)

«Il Jobs-Act mi sembra una bella legge, dal punto di vista di un imprenditore serio e di un lavoratore serio. Una legge d’impostazione europea»: così Brunello Cucinelli, l’imprenditore che ha creato dal nulla un gruppo specializzato nel cashmere, ha voluto esprimere il suo apprezzamento per la riforma del lavoro del governo, sabato a Spoleto, rispondendo alle domande del direttore di Panorama Giorgio Mulè, sul palco del complesso di San Nicolò. E al giornalista, che gli chiedeva se la sua fosse davvero la fabbrica ideale – dove i lavoratori non timbrano il cartellino e vanno a pranzo a casa nel villaggio restaurato di Solomeo – lui ha detto: «Mi chiamano il tedesco, e quindi non credo che la mia possa essere la fabbrica ideale, però qualcosa del rigore tedesco l’ho preso, e lo coniugo con il rispetto della dignità di tutti. Non abbiamo un direttore del personale ma cinque dirigenti con cui chiunque abbia un problema si confronta, dal chiedere un permesso per un esame medico a qualunque tema, sempre parlando con almeno tre di loro. Chi si comporta male viene ripreso da chi lavora con lui. E fino a oggi il turn over è stato bassissimo. E abbiamo avuto in sorte da Dio di no dover mai licenziare».

La storia La sua vicenda l’ha riassunta così: nato nel ’53 in una famiglia di agricoltori e in una casa senza acqua né luce, a 25 anni ha iniziato la sua impresa col credito che gli facevano le donne che filavano lana e accettavano, da quel giovane garbato, pagamenti dilazionati. E oggi è un impero del bello. Cucinelli sta realizzando, in questo periodo, il ‘Progetto Bellezza’, articolato su tre parchi ai piedi del colle dove si trova Solomeo: il Parco dell’industria, il parco dell’Oratorio laico, il parco agrario, «che abbiamo realizzato con le risorse della Fondazione Brunello e Federica Cucinell – ha spiegato a Spoleto – mettemdo in pratica la costitutio senese del 1309 che prescrive: è dovere di chi governa curare massimamente la bellezza per cagion di diletto ai forestieri e prosperità alla città e ai cittadini». «Dopo aver restaurato il centro storico, volevo metter mano alla valle e ho acquistato alcuni capannini industriali degli Anni Settanta e Ottanta per renderla un po’ più vivibile».

Rinascimento Per il “re del cachmire” è in atto una sorta di nuovo Rinascimento, reso ancor più ricco dalla testimonianza di Papa Francesco: un mondo nuovo, anzi, indotto da internet, che impone a tutti di essere più veri perché più controllati, anche nel mondo del consumo, dove prima di spendere sempre più gente si informa sui comportamenti dell’azienda di cui si accinge a diventare cliente. «Noi italiani siamo un popolo moderno dove stanno attecchendo i germi di una grande rinascita morale, spirituale, civile, religiosa, etica, e io dico anche economica – ha detto Cucinelli -. L’euro è al giusto cambio, la Bce sostiene l’economia, il petrolio costa poco. Siamo quotati e vediamo che gli investitori stranieri sono affascinati dall’Italia».

Amo questa città «Sono particolarmente affezionato a questa città perché è bella davvero – ha proseguito Cucinelli -. Ho questo ricordo bellissimo della prima parte della mia vita, perché fino ai 15 anni facevamo i contadini, lavoravamo la terra con gli animali, tiravamo la vacca, se lo fai bene il solco viene giusto, e il mio babbo mi diceva: ‘Facciamolo dritto, perché è più bello’. E forse io non sono cambiato perché non ho mai voltato le spalle alla povertà e voglio vivere nel rispetto della povertà. Mio padre ha fatto la terza elementare. Sta ancora bene e mi consiglia. Qualche giorno fa mi ha detto: ‘Ti ricordi che i debiti lavorano anche la domenica?’. ‘Vuoi essere il più ricco del cimitero?’. E mi ha sempre detto: ‘Guai a te se non ti comporti bene, se non rispetti la parola data’».

Noi umbri persone perbene «Io penso che noi umbri siamo persone perbene, con un grande tasso di tolleranza che chiamo rispetto per gli altri forte, un tasso di umanità, di spiritualità, un tasso di fierezza altissimo, siamo sani idealisti e persone perbene». «Ogni impresa deve guardare con attenzione al suo conto economico che però non deve esserne il fine, la verità è che i soldi mi hanno dato la possibilità di fare tante cose a custodia dell’umanità», ha detto ancora. «La bellezza salverà il mondo», è la frase di Dostoijevski che apre il sito di Brunello Cucinelli: «Si, il mondo si salverà da bruttezza di alcuni di quelli che lo abitano. E’ il momento di riprogettare le periferie per dare valore al 70% di noi che ci vive». E infine, un piccolo regalo ‘al volo’ a Spoleto: cogliendo una proposta di Giorgio Mulè, che gli chiedeva un aiuto per il restauro della scalinata di Piazza Pianciani, 5000 euro di sponsorizzazione, Brunello ha subito risposto: ‘Con grande piacere!’.

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